Dalle stradine di Otranto ai Sassi di Matera, passando per Alberobello, Bari e la Puglia meno conosciuta. Un itinerario tra mare, borghi, radici e tradizioni che continuano a richiamarmi, viaggio dopo viaggio.

Ci sono luoghi che scegli di visitare. E poi ci sono quelli che, in qualche modo, ti appartengono da sempre.
La Puglia, per me, è uno di questi.
Non ci sono nata e non ci ho mai vissuto, ma una parte delle mie radici affonda proprio qui. Per molti anni è stata semplicemente la terra da cui proveniva una parte della mia famiglia: il posto dei racconti, delle tavole imbandite e delle estati trascorse tra parenti che sembravano conoscerti da sempre.
Poi, a un certo punto, ho iniziato a guardarla con occhi diversi.
Non più soltanto come un luogo familiare, ma anche come una meta interessante per una viaggiatrice.
Ed è stato allora che ho scoperto una Puglia autentica che non conoscevo.
Una terra fatta di borghi bianchi, città scolpite nella pietra, castelli misteriosi, mare cristallino e sapori che riescono a raccontare un territorio meglio di qualsiasi guida turistica.
Negli anni ci sono tornata più volte e ogni viaggio mi ha regalato qualcosa di diverso.
La prima volta mi ha portata nel Salento, tra il mare incredibile di Otranto, le stradine candide di Ostuni e alcuni degli angoli naturali più affascinanti che abbia mai visto in Italia. La seconda mi ha fatta innamorare di alcuni dei borghi più belli del sud, tra trulli, centri storici e città sospese nel tempo. L’ultima, invece, mi ha permesso di scoprire una Puglia meno turistica, lontana dai grandi flussi e ricca di sorprese.
In questo articolo voglio portarti con me attraverso tutti questi luoghi.
Non sarà una classica guida.
Sarà il racconto di una regione che, viaggio dopo viaggio, è riuscita a conquistarmi sempre un po’ di più.
Suggerimento:
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Il mio primo ritorno in Puglia: tra Otranto, Ostuni e il fascino del Salento
Il primo viaggio che mi ha fatto scoprire davvero la Puglia è stato nel mese di maggio di qualche anno fa, insieme ad alcune amiche.
Una scelta quasi casuale all’inizio, ma che si è trasformata in una delle esperienze che ricordo con più piacere.
Forse perché maggio è uno dei periodi migliori per visitare questa regione. Le giornate sono già lunghe e luminose, il sole inizia a scaldare davvero e molte località non sono ancora state travolte dal turismo estivo.
Ricordo ancora i preparativi prima della partenza: la valigia aperta sul letto e la soddisfazione di sapere che un nuovo viaggio stava per cominciare. Negli anni ho imparato che ci sono alcuni accessori che mi accompagnano ovunque e che rendono ogni partenza più semplice. Se ti incuriosisce sapere quali sono, ne parlo nell’articolo Cosa c’è nella mia valigia? I 12 accessori che porto sempre in viaggio con me.
Ma è stato solo una volta arrivata in Puglia che ho capito quanto quella scelta fosse stata azzeccata, e la sensazione di leggerezza, di tranquillità e di scoperta che ho provato passeggiando per Otranto non ha fatto che confermarmelo.
Le sue stradine bianche, i vicoli del centro storico, il profumo del mare che arrivava ovunque e quell’atmosfera rilassata che ti invita semplicemente a rallentare.
Non c’erano folle, non c’era fretta. Solo il piacere di perdersi tra le vie della città e lasciarsi sorprendere dagli scorci che comparivano dietro ogni angolo.
Da lì abbiamo proseguito verso Ostuni, la celebre Città Bianca. Anche se le fotografie la rendono immediatamente riconoscibile, dal vivo riesce comunque a stupire.
Oltre a passeggiare tra le sue stradine candide, ho avuto la possibilità di visitarla a bordo di un’Ape Calessino, un modo insolito ma divertente per scoprire il centro storico e osservare la città da una prospettiva diversa.
È stata una di quelle esperienze semplici che, a distanza di tempo, continuano a strapparti un sorriso.
Ostuni è uno di quei posti che sembrano disegnati per essere ammirati da lontano. Poi ci entri dentro e scopri che la vera magia si nasconde anche tra i suoi vicoli
Durante quel viaggio ho scoperto anche la Baia del Mulino d’Acqua, uno dei luoghi che più mi hanno colpita lungo la costa salentina.
Un angolo di natura selvaggia, dove il mare si insinua tra le rocce creando scenari che sembrano appartenere a qualche isola lontana più che al sud Italia.
E forse è stato proprio in quel momento che ho capito una cosa. La Puglia non era soltanto la terra delle mie origini. Stava diventando una delle regioni che più amavo esplorare.
Tra trulli, borghi e città di pietra: Alberobello, Locorotondo e Matera
Durante uno dei viaggi successivi ho scelto come base Spinazzola, un piccolo paese dell’entroterra che si è rivelato perfetto per esplorare questa parte del sud Italia. In realtà, più che una scelta, è stato quasi un ritorno. Spinazzola è il paese delle mie origini: qui vivono ancora mia nonna e parte della mia famiglia. Per anni è stato il luogo dei racconti, delle riunioni di famiglia e delle estati trascorse insieme. Oggi è diventato anche il punto di partenza perfetto per scoprire una Puglia meno conosciuta, ma ricca di sorprese. Se vuoi scoprire meglio questo piccolo borgo e capire perché può essere una base strategica per esplorare Puglia e Basilicata, ne ho parlato più approfonditamente qui: Spinazzola, Puglia: cosa vedere nel borgo e perché sceglierla come base per esplorare la regione.
Da qui ho iniziato a scoprire alcuni dei luoghi più iconici della zona, ognuno con una personalità completamente diversa.
Il primo è stato Alberobello.
Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano visto una fotografia dei suoi famosi trulli. Eppure trovarsi lì è un’altra cosa.
Passeggiare tra queste costruzioni bianche dal tetto conico dà quasi la sensazione di essere entrati in un piccolo villaggio delle fiabe.
Poco distante si trova Locorotondo, uno dei borghi più eleganti che abbia visitato.
Meno famoso di Alberobello, ma proprio per questo capace di regalare un’atmosfera più tranquilla e autentica. Le sue stradine bianche, i balconi fioriti e i panorami sulla Valle d’Itria lo rendono una tappa che merita assolutamente una visita.
Meno famoso di Alberobello, ma capace di conquistare con la sua eleganza, i vicoli bianchi e l’atmosfera rilassata che si respira passeggiando tra le sue strade
E poi c’è Matera.
Sì, lo so: tecnicamente non siamo più in Puglia, ma in Basilicata. Tuttavia, trovandosi a poca distanza da Spinazzola, sarebbe un vero peccato non inserirla in un itinerario di questo tipo.
Se Alberobello sembra uscita da una fiaba, Matera sembra arrivare direttamente da un’altra epoca.
I suoi celebri Sassi di Matera, scavati nella roccia e abitati per secoli, raccontano una storia unica e per certi versi incredibile.
Per molto tempo quest’area è stata considerata il simbolo della povertà del sud Italia. Negli anni Cinquanta molte famiglie furono trasferite altrove a causa delle difficili condizioni igieniche e i Sassi vennero progressivamente abbandonati.
Poi, grazie a un lungo lavoro di recupero e valorizzazione, la città è rinata fino a diventare Patrimonio UNESCO e Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Passeggiare tra i suoi vicoli oggi significa attraversare secoli di storia.
Ed è proprio questo che mi ha colpita di più: la capacità di una città di trasformare il proprio passato difficile in uno dei suoi punti di forza più straordinari.
Tra mare e tradizioni: Bari, Giovinazzo e Barletta
Dopo aver esplorato borghi, trulli e città di pietra, il viaggio mi ha riportata verso il mare.
E qui ho scoperto una Puglia diversa.
Più vivace, più autentica, fatta di tradizioni che continuano a vivere ogni giorno tra vicoli, piazze e lungomari.
La prima tappa è stata Bari.
Passeggiare per Bari Vecchia significa perdersi in un intreccio di stradine dove ogni angolo racconta qualcosa. Le chiese, i vicoli, i profumi che escono dalle cucine e, naturalmente, le signore che preparano le orecchiette davanti alle proprie case, diventate ormai uno dei simboli più riconoscibili della città.
E poi c’è il lungomare, perfetto per una passeggiata quando il sole inizia a scendere e la città rallenta leggermente il suo ritmo.
Tra una visita e l’altra, non può mancare il celebre panino con il polpo, una delle specialità che meglio rappresentano il legame della città con il mare.
Poco distante si trova Giovinazzo, una delle sorprese più piacevoli che abbia scoperto durante i miei viaggi.
Il suo centro storico sembra quasi tuffarsi direttamente nell’Adriatico. Le mura bianche, i vicoli che si affacciano sull’acqua e l’atmosfera rilassata la rendono una meta perfetta per chi cerca un luogo meno conosciuto ma incredibilmente suggestivo.
Ci sono luoghi che finiscono in tutti gli itinerari e altri che scopri quasi per caso. Giovinazzo, per me, appartiene alla seconda categoria. Ed è stato proprio questo a renderla speciale
Infine Barletta.
Una città che forse viene citata meno spesso rispetto ad altre destinazioni pugliesi, ma che mi ha regalato uno dei tramonti più belli del viaggio.
Ricordo ancora il sole che lentamente si abbassava sull’orizzonte tingendo il mare di sfumature dorate.
Più che un monumento in particolare, è stata l’atmosfera a conquistarmi.
Quella sensazione di tranquillità che ti invita semplicemente a rallentare e goderti il momento.
Alla scoperta della Puglia più autentica: Spinazzola, Gravina e Castel del Monte
Se i primi viaggi mi avevano fatto conoscere la Puglia delle cartoline, gli ultimi mi hanno portata a scoprire quella più autentica e meno battuta.
Quella dei piccoli paesi, delle strade meno battute e dei luoghi che spesso restano fuori dagli itinerari più turistici. Ovviamente, Spinazzola è rimasta la base per le mie scoperte dei dintorni. Ed è proprio in questo modo che ho potuto assaporare una Puglia diversa, fatta di ritmi più lenti e panorami inaspettati.
Uno dei luoghi che più mi ha sorpresa è stata Gravina in Puglia.
Passeggiare tra i suoi vicoli, affacciarsi sulla gravina e osservare il celebre ponte che attraversa il canyon è una di quelle esperienze che ti fanno chiedere come sia possibile che un posto così bello sia ancora relativamente poco conosciuto.
Gravina in Puglia è stata una delle scoperte più sorprendenti dei miei ultimi viaggi: un luogo spettacolare che riesce ancora a restare lontano dai grandi flussi turistici
Poco distante si trova uno dei simboli più iconici della regione: Castel del Monte.
Lo avevo visto in fotografia decine di volte, ma trovarmelo davanti è stata un’altra cosa.
Isolato sulla collina, con la sua inconfondibile forma ottagonale, continua ancora oggi ad affascinare visitatori e studiosi per i misteri che circondano la sua storia.
Castel del Monte è uno dei simboli più famosi della Puglia: un castello unico al mondo che continua ad affascinare visitatori e studiosi per i misteri legati alla sua storia
E forse è proprio questo che amo della Puglia.
La sua capacità di sorprendermi continuamente.
Perché puoi arrivarci per il mare, per i trulli o per i borghi più famosi, ma finisci per innamorarti di tutto ciò che non avevi programmato di vedere.
Perché continuo a tornare in Puglia
Se mi chiedessero cosa vedere in Puglia, probabilmente potrei fare un elenco lunghissimo.
Ma la verità è che ciò che mi fa tornare qui non sono soltanto i luoghi.
Sono le sensazioni.
È il modo in cui questa terra riesce a farti sentire a casa anche quando sei semplicemente di passaggio.
Forse perché una parte delle mie radici è nata qui.
O forse perché, viaggio dopo viaggio, ho imparato a conoscerla non solo come la terra della mia famiglia, ma come una regione capace di sorprendermi ogni volta con qualcosa di nuovo. Puoi visitarla una volta per le sue meraviglie più famose, ma finisci per tornarci per tutto il resto.

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