Bordeaux: cosa fare e vedere in 2 giorni

Place de la Bourse


Oggi voglio parlarvi di Bordeaux, città della Francia di circa 250000 abitanti e meta del mio ultimo viaggio. Devo ammettere di non averla mai considerata una priorità tra le destinazioni di mio interesse, ma sono felice di aver avuto l’occasione di ricredermi, grazie ad un regalo fatto dalle tre amiche che hanno condiviso questa avventura con me. Ma procediamo con ordine.

Bordeaux è una cittadina portuale adagiata sulle rive del fiume Garonne, si trova a sud-ovest della Francia e a poca distanza dal confine con la Spagna. Ovviamente, è celebre per l’omonimo vino e, in generale, per il panorama vinicolo in cui si distingue. Ma ora posso affermarlo: questa città ha anche molto altro da offrire e merita, senz’altro, almeno una visita nella vita.

Per raggiungere la nostra destinazione, in un uggioso venerdì di metà marzo, io e le mie amiche abbiamo preso l’ultimo volo serale disponibile da Malpensa e, poco più di un’ora dopo, siamo atterrate all’aeroporto di Bordeaux – Mérignac.

Come in qualsiasi altro aeroporto presente nel mondo, non appena si varcano le uscite si hanno tantissime possibilità a disposizione per poter raggiungere il centro città. Avendo prenotato un appartamento in Rue Sainte Catherine, una delle vie principali di Bordeaux, noi abbiamo scelto di utilizzare il tram. La fermata della linea A si trova appena fuori dall’aeroporto e la comodità è che qui, nei pressi di qualsiasi fermata in città, troverete la macchinetta dove poter acquistare il biglietto (cosa non così scontata, considerando che in molti altri posti che ho visitato non in tutte erano presenti), pagando in contanti o tramite carta. La compagnia di trasporti di Bordeaux si chiama TBM, una corsa costa 1,80 euro ed i biglietti, oltre ad essere validi per un’ora dalla prima validazione, si possono utilizzare su tram, bus e traghetti. Il primo punto a favore per questa città va, senz’ombra di dubbio, ai mezzi pubblici: sono puntualissimi, nuovi e davvero molto puliti.

Il tragitto fino al centro dura circa 45 minuti e la sensazione che si ha a mano a mano che ci si avvicina a Bordeaux è quella di ampi spazi aperti, strade e marciapiedi molto larghi e ben illuminati e molto verde a fare da cornice.

Una volta scese a Sainte-Catherine, abbiamo percorso a piedi gli ultimi dieci minuti che mancavano per raggiungere il nostro alloggio, posizionato in fondo alla stessa via. E, proprio lungo questo breve tragitto, abbiamo avuto il primo approccio vero e proprio con questa città: deserta (nonostante fosse da poco passata la mezzanotte), trasandata e piena di rifiuti abbandonati lungo la strada ed un’infinità di senzatetto accampati quasi sotto ad ogni portone. Com’era possibile che una via così centrale fosse ridotta in quello stato? Ma, provate dal viaggio, abbiamo deciso di rimandare le considerazioni al giorno seguente e ce ne siamo andate a dormire.

Giorno 1:

  • Grosse Cloche
  • Basilique Saint-Michel
  • Marché des Capucins
  • Pont de Pierre
  • Place de la Bourse
  • Porte Cailhau
  • Cité du Vin

Il mattino dopo, ci alziamo di buon’ora, decise a goderci al massimo la giornata a disposizione. Attraversando Rue Sainte-Catherine con la luce del giorno ci appare leggermente diversa rispetto alla notte prima. Sempre piuttosto trascurata, ma con un fascino quasi più vicino allo stile di una cittadina spagnola, con le facciate dei palazzi in pietra bianca e le strade lastricate. Camminando lungo la via ci accorgiamo anche che i bordolesi, nel weekend, amano prendersela comoda, svegliarsi tardi e aprire le attività con calma. Decidiamo di fare colazione da Books & Coffee, una carinissima caffetteria dallo stile vintage e un po’ retrò, con un vasto assortimento tra dolce e salato tipico francese, in grado di soddisfare tutti i gusti. Per arrivarci, ci ritroviamo di fronte alla Grosse Cloche, un imponente campanile gotico del XIII secolo, che nel corso del tempo fu utilizzato anche come prigione. Senza rendercene conto e senza nemmeno esserci allontanate troppo, gradualmente lo scenario intorno a noi è cambiato: qui i palazzi hanno assunto quell’eleganza rinascimentale che viene in mente pensando a Parigi, caffetterie e boulangeries si affacciano sulla strada ad ogni angolo, e nell’aria si sente il profumo piacevole di pane e dolci appena sfornati.

Grosse Cloche


Pienamente soddisfatte della nostra colazione, partiamo ufficialmente alla scoperta di questa città. Il centro di Bordeaux non è molto grande e consiglio di girarlo tranquillamente a piedi per assaporare appieno l’atmosfera che si percepisce passeggiando tra viette e negozietti.

Basilique Saint-Michel

La nostra prima tappa è la Basilique Saint-Michel, un’imponente basilica gotica, costruita nel XIV secolo. La facciata risulta un po’ annerita dal tempo, ma questo dettaglio contribuisce a donarle quel fascino tenebroso tipico di quello stile architettonico. Il campanile è distaccato dal corpo della chiesa, ma purtroppo non riusciamo ad ammirarlo per via di lavori di ristrutturazione in corso. All’interno, ammiriamo magnifici giochi di luce creati dalle vetrate colorate e numerose cappelle laterali.

Proseguiamo la passeggiata e raggiungiamo il Marché des Capucins, un mercato alimentare coperto, dove curiosiamo tra i vari banchi colmi di cibo, tra cui le ostriche che lo rendono celebre, e buon vino locale.

Risaliamo fino a raggiungere il Pont de pierre, uno dei ponti che attraversano la Garonne, e costeggiamo il fiume fino a ritrovarci al cospetto della magnifica Place de la Bourse. Progettata per Luigi XV, verso la metà del XVIII secolo, è la piazza più celebre di Bordeaux ed è affiancata da eleganti palazzi. Il Miroir d’eau, lo specchio d’acqua posizionato sulla banchina di fronte e che, quando attivo, riflette Place de la Bourse, purtroppo è chiuso fino ad aprile a causa delle basse temperature della stagione invernale.

Attirate da alcune giostre che scorgiamo poco più avanti, decidiamo di andare a dare un’occhiata, scoprendo così un grande luna park, chiamato La Foire aux Plaisirs. Lungo il tragitto, ammiriamo Porte Cailhau, la principale via d’accesso alla città medievale, in stile rinascimentale e molto simile ad un castello in miniatura. Il tempo di concederci un giro sulla ruota panoramica, che ci regala una magnifica vista dall’alto della città, e mangiare una crepe e siamo pronte per la tappa successiva del nostro tour.

Pont de pierre e Porte Cailhau


Cité du Vin, Bordeaux, vista dall'esterno
Cité du Vin

La Cité du Vin si trova fuori dal centro di Bordeaux e la raggiungiamo in circa dieci minuti, servendoci del tram. Si tratta di un museo interattivo sul vino ed è molto interessante anche per chi, come me, non è un massimo esperto in questo campo. Noi abbiamo già prenotato i biglietti sul sito ufficiale, ma è possibile anche farlo direttamente presso la biglietteria in loco. All’ingresso ci vengono consegnate cuffie ed audioguida e possiamo iniziare il nostro percorso liberamente, attraverso spiegazioni ed esperienze sensoriali di ogni tipo. Il tour si conclude con una degustazione di un bicchiere di vino a scelta presso il Belvedere, situato all’ottavo piano del complesso.

Terminata la nostra visita, torniamo in centro con il tram e ci imbarchiamo su un battello per una crociera sul fiume al tramonto, della durata di circa un’ora e mezza e con degustazione di vini locali. Anche questa esperienza noi l’abbiamo prenotata online prima, ma ci sono moltissime alternative e formule tra cui scegliere ed è possibile acquistare i biglietti anche presso i moli da cui partono le imbarcazioni il giorno stesso.

Stanche ma soddisfatte, non possiamo che concludere la nostra prima giornata a Bordeaux con un cocktail a Calle Ocho, un locale dove si respira un clima in tutto e per tutto messicano e famoso per il mojito (ammetto di averlo trovato uno dei più buoni da me mai bevuti) ed un’entrecote in un ristorantino tipico e poi…a nanna!

Pont de Pierre visto navigando sulla Garonne e le cinéma Le Francais


Giorno 2:

  • Place de la Victoire
  • Arcachon
  • Cap Ferret
  • Cathédrale Saint-André
  • Jardin botanique

Il nostro secondo giorno a Bordeaux inizia da Place de la Victoire, una piazza a pochi metri dal nostro alloggio, accerchiata da caffetterie e punto dal quale hanno inizio molte vie centrali della città, tra le quali Rue Sainte-Catherine. Qui ci concediamo una ricca colazione ammirando la Porta d’Aquitania e, davanti ad essa, l’obelisco in marmo e le statue di due tartarughe di bronzo, ornati da grappoli d’uva e omaggi alla cultura enologica bordolese.

Place de la Victoire


Decidiamo di andare alla scoperta di Arcachon, una località balneare ad un’ora da Bordeaux, e della Duna du Pilat, la duna di sabbia più alta d’Europa, così, servendoci del tram da Place de la Victoire, raggiungiamo la stazione ferroviaria e prendiamo il treno diretto ad Arcachon. Il tragitto dura all’incirca 45 minuti e, dal finestrino, si susseguono piccoli villaggi sparsi tra le campagne francesi che ammiriamo incantate. Raggiunta Arcachon, purtroppo scopriamo che, essendo bassa stagione, il bus che abitualmente circola collegando la Duna du Pilat alla città di domenica non effettua il servizio. Ci sono altri metodi, però, per raggiungerla: noleggiare una bicicletta, idea che scartiamo poiché per quanto al sole la temperatura sia gradevole a metà marzo fa ancora piuttosto freddo, un taxi (di cui non c’è nemmeno l’ombra) oppure tramite l’app Uber. Abbandoniamo anche quest’ultima possibilità perché 40 euro a corsa per 15 minuti di strada ci sembrano un po’ un furto.

Ma non ci lasciamo scoraggiare e decidiamo di andare alla scoperta di Arcachon. E, con le sue vie zeppe di negozietti e quel fascino da località balneare, la troviamo incantevole. Nonostante molte attività siano chiuse in questo periodo dell’anno, quasi tutti i ristoranti e locali sul lungomare sono aperti ed operativi. Qui ci ritroviamo di fronte una bellissima spiaggia di sabbia fine e scopriamo anche un molo da cui partono i traghetti per raggiungere la vicina Cap Ferret. Ovviamente, decidiamo di andarci. La biglietteria è aperta, ma i biglietti si possono anche acquistare online dalla compagnia che offre il servizio, la Uba.

Arcachon


La traversata con il battello dura circa mezz’ora, ma nemmeno ce ne accorgiamo perché facciamo conoscenza con una simpatica coppia sulla settantina che, originari della Spagna, vivono a Parigi da quarant’anni e, ogni volta che ne hanno occasione, partono alla scoperta di un luogo nuovo. Questa è una delle parti dei miei viaggi che adoro: incontrare altre persone che, come me, sono affetti da sindrome di Wanderlust e hanno un costante bisogno di appagare la loro conoscenza del mondo.

Tra una chiacchiera e l’altra, una città consigliata oppure una da evitare, raggiungiamo la vicina penisola di Cap Ferret, salutiamo la simpatica coppia e ci mettiamo in cammino per raggiungere la spiaggia, esattamente dalla parte opposta rispetto a dove siamo sbarcate. Attraversiamo il piccolo villaggio composto da villette di villeggiatura, tutte diverse tra loro e, finalmente, dopo aver risalito una duna di sabbia, di fronte a noi si apre una distesa bianca e infinita che affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico.

Plage des Dunes, Cap Ferret


La particolarità di Plage des Dunes, oltre alle dune ovunque intorno a noi, sono i resti di numerosi bunker risalenti alla seconda guerra mondiale che emergono dalla sabbia, alcuni quasi intatti ed altri mezzi sepolti, ma tutti decorati interamente da graffiti. Passeggiamo per un po’ lungo la vastissima spiaggia che, nonostante la bassa stagione, è molto frequentata da famiglie e da runners e alla fine facciamo ritorno al molo, scegliendo una via diversa da quella dell’andata e perdendoci tra le case colorate.

Tornate ad Arcachon e da lì rientrate a Bordeaux, ci dedichiamo alle nostre ultime tappe: la cattedrale di Saint-André, che visitiamo anche all’interno rimanendo affascinate dalla sua maestosità gotica, ed il suo campanile, separato e sulla sommità del quale svetta una statua d’oro che rappresenta la Notre-Dame de l’Aquitaine. Infine, ci concediamo una passeggiata al Jardin botanique, molto frequentato dai locali e dove si respira un’aria cittadina.

Cathédrale Saint-André


Per terminare la giornata, ci concediamo un aperitivo presso Le Rooftop du Grand Hotel, l’unico locale con terrazza panoramica aperto in questo periodo e abbastanza caro, ma con una vista mozzafiato sulla città che ripaga completamente e, dopo un giretto tra i negozietti di souvenirs, ceniamo con una fantastica galette tipica e facciamo ritorno al nostro alloggio. La nostra gita è finita, domani abbiamo l’aereo di ritorno, direzione casa.

A spasso per Bordeaux e la città vista dalla terrazza de Le Rooftop du Grand Hotel


In conclusione, se qualcuno mi chiedesse se consiglio una visita a Bordeaux la mia risposta sarebbe: assolutamente sì! Nonostante la sua incongruenza, il suo passare nell’arco di pochi passi da una zona tipicamente francese ad una in cui di Francia non si intravede quasi nulla, i suoi quartieri un po’ trasandati e sporchi e quelli, invece, più eleganti e raffinati, l’ho trovata veramente affascinante, ricca di storia, cultura e molto interessante. Quindi, se vi va di trascorrere un weekend tra buon vino, ottimo cibo e parecchio da vedere, in una città che ancora non avete visitato, Bordeaux potrebbe fare al caso vostro!


E tu, sei mai stato a Bordeaux o sogni di perderti tra vigneti, librerie d’altri tempi e tram che scorrono lenti tra palazzi dorati?
Scrivimi nei commenti: impressioni, domande o curiosità — mi farà un sacco piacere leggerti e rispondere!

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