Scopri cosa vedere tra Sharm el-Sheikh e Il Cairo: snorkeling nel Mar Rosso, escursioni nel deserto, Piramidi di Giza, Museo Egizio e consigli pratici per organizzare il viaggio.

Perché ho scelto l’Egitto come primo viaggio fuori Europa
Non saprei spiegare esattamente il motivo di questa scelta, ma posso affermare che quel viaggio ha rappresentato per me la prima volta in cui ho messo piede fuori dai confini europei — nonostante fino ad allora avessi già visitato numerose capitali del nostro continente — e che, proprio da quel viaggio, è scattato qualcosa dentro di me. Al momento di decidere una destinazione per le mie vacanze, la mia sindrome di wanderlust, sempre in agguato, si è risvegliata con ancora più forza e mi ha spinta a voler ampliare i miei confini, esplorare nuove terre e toccare con mano realtà lontane dalla mia.
Cibo, gente, luoghi, cultura e tradizioni: tutto ciò che avevo sempre sognato di conoscere, ma che fino a quel momento avevo solo immaginato.
Ricordo bene quel periodo: ero in cerca di una meta per le ferie, ma desideravo qualcosa di diverso, qualcosa che mi facesse uscire dal solito schema europeo.
Fu allora che iniziai a guardare con curiosità Sharm el-Sheikh. Le immagini del Mar Rosso mi incantavano: colori accesi, una vita sotto la superficie completamente nuova per me, e uno stile di vita lontano da quello a cui ero abituata.
Ma non era solo il mare ad attirarmi. Fin da quando ero piccola, ho sempre avuto un sogno nel cassetto: vedere le piramidi. La civiltà egizia mi affascinava dai tempi della scuola, con le sue divinità misteriose, i geroglifici, i faraoni.
E così è stato naturale: la mia scelta è ricaduta su Sharm, che mi avrebbe permesso di unire tutto questo. Un luogo di mare e relax, ma anche la porta d’accesso per realizzare uno dei miei desideri più antichi: camminare finalmente ai piedi delle piramidi di Giza.
Informazioni utili prima di partire
Prima di partire per Sharm el-Sheikh ti consiglio di dedicare qualche minuto all’organizzazione del viaggio. Preparare una valigia adatta al clima, scegliere una sistemazione in una posizione comoda e pensare in anticipo alla connessione internet ti permetterà di vivere la vacanza senza pensieri, godendoti al massimo il Mar Rosso e le escursioni.
🛡️ Assicurazione di viaggio
Prima di partire per l’Egitto, secondo me vale la pena valutare anche un’assicurazione di viaggio. Può essere utile avere una copertura per eventuali spese mediche, assistenza, imprevisti o rientro anticipato, a seconda delle condizioni della polizza.
Se non sai da dove partire, ho raccolto nella mia guida Assicurazione di viaggio: serve davvero? Quando conviene e cosa copre tutto quello che secondo me è importante controllare prima di scegliere una polizza, insieme a due opzioni che puoi confrontare e con cui puoi calcolare direttamente un preventivo online, senza dover cercare informazioni su mille siti diversi.
🚗 Spostarsi in Egitto
Per il mio viaggio tra Sharm el-Sheikh e Il Cairo ho scelto di affidarmi a escursioni e tour organizzati, una soluzione che mi ha permesso di visitare le diverse destinazioni senza dovermi preoccupare personalmente degli spostamenti. Se invece sogni un viaggio on the road e vuoi esplorare l’Egitto in autonomia, puoi valutare anche il noleggio di un’auto. Tieni però presente che lo stile di guida può essere molto diverso da quello a cui siamo abituati in Italia e, in alcune zone, il traffico e la guida possono risultare piuttosto caotici. Se vuoi valutare questa possibilità, nella mia guida Noleggio auto in viaggio: come scegliere l’autonoleggio giusto e cosa sapere prima di partire trovi consigli utili per confrontare le diverse compagnie, capire quali caratteristiche controllare e utilizzare i filtri più adatti per trovare l’auto che fa al caso tuo.
🏨 Dove dormire a Sharm el-Sheikh
Durante il mio viaggio ho soggiornato nell’attuale Sharm Club Beach Resort (all’epoca si chiamava Labranda Sharm Club), un resort situato nella tranquilla zona di Hadaba, a circa 25 minuti di auto dall’aeroporto. L’ho scelto per la posizione, perfetta per alternare giornate di relax alle escursioni, e devo dire che rifarei la stessa scelta.
La struttura si affaccia direttamente sul Mar Rosso e dispone di una splendida spiaggia privata con accesso alla barriera corallina. Se ami lo snorkeling, ti basterà indossare maschera e pinne per ritrovarti a nuotare tra pesci colorati e coralli senza nemmeno dover prenotare un’escursione: uno degli aspetti che ho apprezzato di più del soggiorno.
Se stai cercando un resort con un ottimo rapporto qualità-prezzo, ti consiglio di prenderlo in considerazione.
📶 Connessione internet
Per evitare costi di roaming e navigare fin dal momento dell’arrivo, durante i miei viaggi fuori dall’Europa preferisco utilizzare una eSIM. Se vuoi capire come funziona, quando conviene e quale scegliere, trovi tutti i dettagli nella mia guida dedicata Come avere internet all’estero: guida completa alle eSIM (vantaggi, costi e come funzionano).
Se invece hai già deciso di utilizzarne una per il tuo viaggio in Egitto, puoi acquistare direttamente la eSIM Holafly per l’Egitto utilizzando il codice sconto WANDERLUSTBLOG, risparmiando sul tuo acquisto.
💧 Acqua del rubinetto in Egitto
Durante un viaggio in Egitto è importante prestare attenzione all’acqua che si beve. Per i viaggiatori è consigliabile preferire acqua imbottigliata e sigillata oppure adeguatamente trattata, evitando di bere direttamente dal rubinetto quando non si ha la certezza che l’acqua sia sicura. La stessa attenzione può essere utile anche per il ghiaccio e per lavarsi i denti: durante il mio viaggio, infatti, ricordo di aver utilizzato sempre acqua in bottiglia anche per questo.
Se vuoi approfondire il tema e scoprire dove si può bere l’acqua del rubinetto nel mondo e dove è meglio evitarla, ho raccolto informazioni e consigli pratici nella mia guida:
👉 Acqua del rubinetto nel mondo: dove si può bere e dove no?
🧳 Cosa mettere in valigia
Tra giornate in spiaggia, snorkeling, escursioni nel deserto e la visita al Cairo, durante un viaggio come questo è importante preparare una valigia pratica e ben organizzata. Negli anni ci sono alcuni accessori che sono diventati indispensabili in ogni mia partenza: se vuoi scoprire quali sono, ne parlo nell’articolo “Cosa c’è nella mia valigia? I 12 accessori che porto sempre in viaggio con me“.
Sharm el-Sheikh: il primo impatto e la mia base per l’esplorazione
Appena uscita dall’aeroporto, ho capito subito che non ero più in Europa. Il caldo secco mi ha avvolta come un abbraccio rovente, e nel giro di pochi secondi mi sono ritrovata catapultata in un mondo completamente diverso.
Il primo vero scarto dalla mia quotidianità l’ho percepito salendo su un taxi. Le auto — spesso decorate in modo molto colorato e stravagante — sfrecciano senza troppi riguardi per limiti di velocità o regole del traffico. Un’esperienza che potrei definire… frizzante, ecco! Ma tutto sommato divertente, se affrontata con lo spirito giusto.
Fuori dal finestrino scorrevano palme, insegne luminose, resort affacciati sul Mar Rosso e tratti di deserto che sembravano non finire mai. Ogni chilometro percorso aumentava la sensazione di essere arrivata in un luogo completamente diverso da qualsiasi altro avessi visitato fino a quel momento. Era il mio primo viaggio fuori dall’Europa e, ancora prima di vedere il mare o immergermi tra i coralli, avevo già la certezza che quell’esperienza sarebbe rimasta impressa nella mia memoria.
Scoprire che “non so nuotare” non vuol dire “non posso farlo”
Una delle sorprese più grandi di questa vacanza è arrivata già il secondo giorno, quando — con un misto di curiosità e titubanza — mi sono avvicinata alla passerella in legno del resort che conduceva al mare.
Fino a quel momento ero convinta che lo snorkeling non facesse per me: “non so nuotare, non posso farlo”, mi dicevo. Ma lì, in quel contesto così lontano dalla mia zona di comfort, qualcosa è cambiato.
Mi hanno fornito un giubbotto salvagente, una maschera e un boccaglio. E poi, con un sorriso e un gesto tranquillo, mi hanno semplicemente detto: “Vai, goditi lo spettacolo.”
E così ho fatto.
Mi sono tuffata dal pontile e in un attimo… mi si è aperto un mondo.
Un mondo silenzioso, sospeso, vibrante di colori che non avevo mai immaginato potessero esistere sott’acqua. Pesci dai riflessi argento, gialli e blu nuotavano tra coralli dalle forme più strane, e ogni movimento sembrava parte di una danza antica e perfetta.
Man mano che galleggiavo, il fondale diventava sempre più profondo fino a sparire nell’azzurro: un’ombra che non faceva paura, ma che incantava.
Ero sospesa tra cielo e abisso, leggera, viva, libera.
Avevo superato una paura — piccola, forse, ma mia — e mi sentivo più forte, più aperta, più… wanderluster.
Tra dune, cammelli e sorrisi: un pomeriggio nel cuore del deserto
Un’altra esperienza che mi porto nel cuore è l’escursione nel deserto.
Ci hanno fatto salire su un quad e, in fila indiana, ci siamo inoltrati tra le dune dorate. Il paesaggio era surreale, quasi lunare, e il vento caldo sul viso, mischiato alla polvere, rendeva tutto ancora più suggestivo.
Devo fare una confessione: durante il percorso, ad un certo punto ho preso una curva un po’ troppo velocemente — complice l’adrenalina e il senso di libertà assoluta — ma tutto è andato per il meglio, e adesso ci rido sopra ogni volta che ci penso!
Dopo la corsa tra la sabbia, ci siamo fermati sotto le tradizionali tende beduine.
Seduti su tappeti colorati, abbiamo bevuto tè bollente alla menta mentre il sole iniziava a calare, tingendo il cielo di arancio e porpora. Poi è arrivato il momento della cammellata al tramonto: un passo lento, silenzioso, quasi meditativo, accompagnato solo dal fruscio del vento.
Ma la cosa più bella di tutte? La gentilezza sincera dei beduini.
Occhi profondi, sorrisi accoglienti e mani che raccontavano storie di sabbia e resilienza. In quell’attimo, così lontana da tutto, mi sono sentita incredibilmente vicina alla parte più vera del viaggio: l’incontro umano.
Ras Mohammed: il giorno in cui ho respirato sott’acqua (e mi è piaciuto da morire)
Un’altra giornata indimenticabile è stata quella a Ras Mohammed, la riserva naturale marina più famosa della zona. Abbiamo trascorso l’intera giornata in barca, tra sole, vento e il profumo del mare. A bordo ci hanno offerto un pranzo delizioso, frutta fresca e persino qualche cocktail — insomma, la giornata perfetta.
Ma il vero cuore dell’esperienza è stata la mia prima immersione.
Sì, hai capito bene: la mia prima immersione della vita.
E no, non sapevo nuotare.
Quando ho chiesto all’istruttore se fosse un problema, mi ha sorriso e risposto ridendo:
“Sei già sott’acqua, a cosa pensi che ti serva saper nuotare?”
È bastato quello per farmi dire sì.
Prima di immergerci ci hanno fatto un piccolo briefing, chiaro e rassicurante: segnali da usare sott’acqua, come stappare le orecchie durante la discesa, come svuotare la maschera se entra un po’ d’acqua. Poi, con l’istruttore sempre al mio fianco, siamo scesi insieme nel blu.
L’escursione era organizzata da Seamax Sharm Dive Center, e non posso che consigliarli: professionali, simpatici e super attenti alla sicurezza, riescono a metterti completamente a tuo agio, anche se è la prima volta che ti trovi con una bombola d’ossigeno sulle spalle.
E lì sotto… ho visto un altro mondo.
Pesci dai colori impossibili nuotavano intorno a me come in un sogno. I coralli disegnavano paesaggi alieni, e tutto era avvolto da un silenzio profondo, ovattato, quasi sacro. Quel tipo di silenzio che ti permette di sentire davvero te stessa.
L’immersione è durata mezz’ora, ma per me è stata l’eternità perfetta.
Una volta risalita, mi hanno detto che c’era la possibilità di fare una seconda immersione nel pomeriggio.
Indovina? Ho acquistato subito il pass.
Perché quando superi una paura, non c’è niente di più bello che tornarci dentro con il sorriso.
Naama Bay e Old Market: due serate, due anime di Sharm
Se visitate Sharm el-Sheikh, una passeggiata serale a Naama Bay è quasi d’obbligo.
Una sera, dopo cena, ho deciso di uscire dall’atmosfera rilassata del resort per tuffarmi nel cuore pulsante della città. In circa dieci minuti di taxi (dal Labranda Sharm Club), mi sono ritrovata in un luogo che sembra non dormire mai.
Naama Bay è viva, affollata, chiassosa, quasi una piccola “Las Vegas egiziana” tra locali, luci al neon e musica a ogni angolo. Un po’ kitsch, forse, ma incredibilmente caratteristica. Eppure, nonostante la confusione, non mi sono mai sentita in pericolo: le persone erano sorridenti, accoglienti, e tutto sembrava muoversi in un equilibrio che solo il caos mediorientale sa rendere così affascinante.
Se posso darvi un consiglio, salite a bere un cocktail sulla terrazza del Panorama Café: da lì, la vista su tutta la baia illuminata è semplicemente magica, soprattutto se avete voglia di osservare senza farvi travolgere. Qui trovi il Panorama Café su Google Maps.
Un’altra sera, invece, ho deciso di immergermi in un’atmosfera più tradizionale, visitando l’Old Market. Un dedalo di bancarelle, profumi di spezie, tappeti, souvenir e voci che si rincorrono nella notte. E poi lei, la protagonista indiscussa del quartiere: la meravigliosa Moschea Al Sahaba, con la sua architettura fiabesca che domina la piazza e regala uno scenario da Mille e una notte.
Anche qui, come altrove, ho trovato solo sorrisi e voglia di raccontare, contrattare, condividere.
Due serate molto diverse tra loro, ma che mi hanno regalato due nuove sfumature dell’Egitto: una più moderna e turistica, l’altra più autentica e spirituale. E io, da viaggiatrice curiosa, me le sono godute entrambe.
Visitare Il Cairo: emozioni e contrasti del mio viaggio in Egitto
Ovviamente, trovandomi in Egitto non mi sarei persa per nulla al mondo l’occasione di vedere con i miei occhi qualcosa che mi affascinava da sempre!
Per raggiungere il Cairo ho preso un volo interno da Sharm: un piccolo aereo da 30 posti, che mi ha regalato la vista di un panorama surreale dall’alto, fatto di dune infinite e linee scolpite dal vento. Ad attendermi all’aeroporto c’era la guida dell’escursione, pronta a condurre il nostro gruppo dentro il cuore di una città che da sempre popolava la mia immaginazione.
Ebbene, l’emozione è iniziata subito.
Man mano che ci addentravamo, il paesaggio urbano sembrava inghiottire tutto: una città sterminata, senza un vero confine visibile. Un mosaico infinito di palazzi, strade, ponti e vita. Eppure, insieme allo stupore, non potevo ignorare ciò che vedevo: strade sterrate, case altissime ma incomplete, facciate scrostate, finestre rotte, pile di rifiuti accumulate in ogni angolo.
Il Cairo si è presentato ai miei occhi come una città ferita, bellissima e disordinata, caotica e potente, quasi uscita da una scena post-apocalittica. Ma viva. Incredibilmente viva.
Il contrasto è diventato ancora più evidente quando siamo saliti su una barca per la crociera sul Nilo.
La polvere nell’aria, i clacson lontani e le voci che salivano dalla riva sembravano un sottofondo costante.
La guida ci ha indicato delle zattere galleggianti, dove intere famiglie vivono perché non possono permettersi una casa sulla terraferma. Un’immagine difficile da dimenticare, che mi ha fatto riflettere profondamente sul significato del viaggio: aprire gli occhi, anche su ciò che non è comodo vedere.
Nel pomeriggio ci siamo immersi nella storia millenaria dell’Egitto con la visita al Museo Egizio del Cairo.
Ed è lì, davanti alla celebre maschera funeraria di Tutankhamon, che mi sono commossa.
L’avevo vista infinite volte nei libri di scuola, sulle enciclopedie da bambina, e ora era lì, davanti a me, con tutto il suo splendore dorato. Un tuffo nel tempo, in un passato che sembra ancora vivo.
Ma il momento più atteso è arrivato il giorno successivo: la visita alle Piramidi di Giza.
In macchina, mentre attraversavamo un quartiere affollato, è accaduto qualcosa di incredibile: d’improvviso, tra i palazzi, sono spuntate loro. Immense, eterne, silenziose.
Le piramidi sono qualcosa che nessuna fotografia potrà mai raccontare davvero. Camminare accanto a quei colossi, pensare che siano lì da oltre 4.000 anni, ti fa sentire minuscolo, ma in senso buono. Ti riporta alla tua essenza, ti ricorda quanta bellezza e mistero esistano al mondo.
Abbiamo esplorato l’intero complesso di Giza, con la maestosa Sfinge che veglia severa e silenziosa. Un luogo che resta dentro, anche dopo che l’hai lasciato.
Se vuoi sapere com’è stata nel dettaglio la mia giornata al Cairo partendo da Sharm el-Sheikh, tra costi, spostamenti, Piramidi, Sfinge e Museo Egizio, ho raccontato tutta l’esperienza qui: Il Cairo da Sharm el-Sheikh in giornata: vale la pena per vedere le Piramidi?
Concludendo: l’Egitto, tra stupore, verità e desiderio di ritorno
Essendo la mia prima volta così lontana, per fare escursioni avevo mille dubbi e domande. Proprio per questo, ancora da casa, mi ero informata a fondo e avevo trovato un’agenzia locale di Sharm El Sheikh davvero seria e ben recensita: Shams Safari.
Fin dal primo contatto mi sono sembrati estremamente professionali, e una volta arrivata in Egitto le impressioni sono state confermate: guide preparate, puntuali e che parlano un italiano perfetto. Il giorno dopo l’arrivo, una loro guida è venuta direttamente in hotel, ci siamo conosciuti di persona e abbiamo lasciato un piccolo acconto per confermare le escursioni.
Per ogni attività organizzata, ci venivano a prendere fuori dal resort con pulmini comodi e puntuali.
Era la prima volta che sperimentavo un’organizzazione simile, e posso dire con serenità che mi sono sentita al sicuro e rispettata in ogni momento.
C’è sempre chi dice: “Ma ti fidi? E se succede qualcosa?”.
Ecco, voglio dirlo chiaramente: nulla di più lontano dalla realtà.
Gli egiziani sono gentili, accoglienti, trattano i turisti con grande attenzione, anche perché il turismo è per loro fonte di vita. Certo, è fondamentale non avventurarsi in zone sconsigliate, come del resto in qualsiasi altro Paese, ma l’Egitto non è un posto pericoloso, almeno non per come l’ho vissuto io.
Bisogna però essere pronti a contrattare: ogni prezzo, da un taxi a una calamita, è trattabile. A volte può sembrare estenuante, soprattutto se sei abituato a ben altri ritmi, ma è il loro modo di vivere il commercio. Anche solo fermandoti a guardare una bancarella, ti verrà proposta una visita al negozio “del cugino” per comprare qualcos’altro.
Può stancare, sì, ma è parte dell’esperienza, e alla fine basta un sorriso e un “no, grazie” detto con fermezza per proseguire senza problemi. Siamo ospiti in casa loro, e lo dimentichiamo spesso.
E poi… questo viaggio mi ha aperto gli occhi.
Per la prima volta ho visto con i miei occhi cosa significhi vivere in un Paese dove la povertà è ancora così presente, anche accanto a un patrimonio storico immenso.
Ecco, se proprio devo dire una cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa, è questa: la mancanza di cura verso un’eredità culturale che è patrimonio dell’umanità.
Anche vicino alle Piramidi, simbolo eterno di grandezza e mistero, ho visto cumuli di spazzatura, segno di una gestione ancora troppo trascurata.
Ma nonostante questo, l’Egitto mi ha affascinata profondamente.
È caos e poesia, storia e contrasti, bellezza e verità.
Non ho visto solo monumenti, ho visto vite, occhi, mani, città vive. Ho imparato tanto. E so che tornerò.
Questo viaggio mi ha insegnato che non è la distanza a rendere grande un’esperienza, ma la profondità con cui la vivi.
Ed è proprio da qui, da queste emozioni, da questi chilometri percorsi dentro e fuori di me, che ho deciso una cosa:
voglio vedere il mondo.
Voglio camminare su altre terre simili, voglio conoscere altre culture, voglio continuare a stupirmi.
Perché il rischio, quando cominci davvero a viaggiare, è solo uno:
non poterne più fare a meno.
Vuoi vivere anche tu queste esperienze tra Sharm el-Sheikh e Il Cairo?
Durante il mio viaggio ho alternato giornate di relax nel Mar Rosso a escursioni che mi hanno permesso di scoprire alcuni dei luoghi più affascinanti dell’Egitto. Se vuoi ripercorrere un itinerario simile al mio, oppure preferisci organizzare il viaggio con tour diversi, qui trovi alcune esperienze che ti consiglio di prendere in considerazione.
- Ras Mohamed e Isola Bianca con Snorkeling, Immersioni e Pranzo → https://gyg.me/Jiyixt0R
- Safari nel deserto con quad, cammello e cena beduina → https://gyg.me/4r1saULv
- Escursione al Cairo in pullman con visita alle Piramidi di Giza, alla Sfinge e al Museo Egizio → https://gyg.me/wpprdOWk
- Escursione al Cairo in aereo con visita alle Piramidi di Giza, alla Sfinge e al Museo Egizio → https://gyg.me/uxSQQgsj
- Tour della città di Sharm El Sheikh: Vecchio Mercato, Moschea e Farsha Café → https://gyg.me/pcU0zydM
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Se questo articolo ti è stato utile, presto troverai anche Itinerario Wanderlust – Sharm el-Sheikh e Il Cairo, la guida digitale con itinerario di 7 giorni, mappe, consigli pratici, escursioni e tante informazioni utili per organizzare al meglio il tuo viaggio tra il Mar Rosso, il deserto e le meraviglie dell’antico Egitto.
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