Dalle strade di Bangkok alle spiagge di Phuket: scopri cosa vedere in Thailandia tra templi, isole, cultura, mare cristallino e paesaggi da sogno, con idee e consigli per il viaggio.

La Thailandia mi ispirava da tantissimo tempo. Era uno di quei Paesi che continuavo a guardare da lontano, immaginando templi, mercati colorati, spiagge da sogno e quella cultura così diversa dalla nostra che avevo voglia di conoscere con i miei occhi.
Ma c’è anche un altro lato della Thailandia che spesso si sente raccontare. Un po’ il cliché secondo cui si va in Thailandia soprattutto per il turismo sessuale, la vita notturna e il divertimento. Un’immagine che esiste e che fa parte della storia turistica di alcune zone del Paese, ma che personalmente ho sempre trovato riduttiva rispetto a tutto quello che la Thailandia può offrire.
Io volevo vedere con i miei occhi se dietro quella fama ci fosse qualcosa di molto più grande.
E così è stato.
Durante il mio viaggio ho cercato di vedere il più possibile, passando dall’immensa e magnifica Bangkok ai suoi mercati, dai templi alla natura, fino alle isole paradisiache come le Similan e a Phuket. Ogni giorno sembrava aggiungere qualcosa di nuovo: un paesaggio, un profumo, un sapore, un luogo completamente diverso da quello appena lasciato.
È stato un viaggio fatto di contrasti e meraviglie, in cui ho avuto la sensazione di non riuscire mai a vedere abbastanza. La frenesia di Bangkok, la spiritualità dei templi, i mercati galleggianti, il mare dalle acque incredibilmente limpide, le isole e quei paesaggi tropicali che sembrano usciti da una cartolina.
E poi c’è la Thailandia che si scopre anche attraverso il cibo. Sì, anche gli insetti fanno davvero parte della cultura alimentare thailandese, anche se la realtà è molto più sfaccettata di quello che può sembrare guardando una bancarella piena di cavallette e scorpioni. Se sei curioso di sapere cosa c’è davvero dietro questa particolare tradizione, ne ho parlato nel mio articolo Ma in Thailandia si mangiano davvero gli insetti? La verità su cavallette, ragni e scorpioni.
La Thailandia, insomma, mi ha confermato quello che speravo di trovare prima ancora di partire: un Paese molto più grande di qualsiasi cliché, capace di regalare esperienze completamente diverse tra loro e di lasciare meraviglia praticamente dietro ogni angolo.
E proprio per questo, in questa guida voglio portarti con me alla scoperta della Thailandia che ho vissuto, raccontandoti cosa vedere, quali luoghi mi hanno colpita di più e tutte quelle esperienze che, secondo me, vale davvero la pena inserire in un viaggio in questo incredibile Paese.
Informazioni utili prima di partire
Prima di partire per la Thailandia ti consiglio di dedicare qualche minuto all’organizzazione del viaggio. Dalla scelta di dove dormire alla connessione internet, fino ad alcuni piccoli accorgimenti pratici, arrivare preparati ti permetterà di vivere il viaggio con maggiore tranquillità e di goderti al meglio tutto quello che questo Paese ha da offrire.
🛂 Visto e ingresso in Thailandia
Per i cittadini italiani che viaggiano per turismo è importante verificare prima della partenza le condizioni di ingresso e la durata del soggiorno consentita. Inoltre, prima di arrivare in Thailandia è necessario compilare online la Thailand Digital Arrival Card (TDAC), una scheda digitale che ha sostituito il vecchio modulo cartaceo di ingresso.
La TDAC va compilata nei 3 giorni precedenti all’arrivo e la procedura è gratuita. Ti consiglio di utilizzare esclusivamente il sito ufficiale della Thailand Digital Arrival Card, evitando eventuali siti intermediari che potrebbero richiedere un pagamento.
Prima di partire, verifica comunque sempre i requisiti di ingresso aggiornati in base alla tua nazionalità e alla durata del soggiorno, perché le regole possono cambiare.
🛡️ Assicurazione di viaggio
Prima di partire per la Thailandia, secondo me vale la pena valutare un’assicurazione di viaggio, soprattutto se prevedi un itinerario che comprende diverse destinazioni e spostamenti. Può essere utile avere una copertura per eventuali spese mediche, assistenza, imprevisti o rientro anticipato, a seconda delle condizioni della polizza.
Se non sai da dove partire, ho raccolto nella mia guida Assicurazione di viaggio: serve davvero? Quando conviene e cosa copre tutto quello che secondo me è importante controllare prima di scegliere una polizza, insieme a due opzioni che puoi confrontare e da cui puoi fare direttamente un preventivo, senza dover cercare informazioni su mille siti diversi.
🏨 Dove dormire in Thailandia
Durante il mio viaggio ho soggiornato sia a Bangkok che a Phuket, scegliendo due strutture molto diverse tra loro ma che ho apprezzato entrambe per motivi differenti.
A Bangkok ho soggiornato al Ramada Plaza by Wyndham Bangkok Menam Riverside, una struttura che ho trovato davvero comoda come posizione, affacciata sul fiume. Mi sono trovata molto bene anche per quanto riguarda la pulizia, che ho trovato eccellente, e nel complesso è stata una sistemazione che mi sento di consigliare per visitare Bangkok.
A Phuket, invece, ho soggiornato al Barceló Coconut Island, un resort situato sulla Coconut Island (Koh Maphrao), una piccola isola di fronte alla costa orientale di Phuket. Dal molo il trasferimento in barca è davvero breve, circa pochi minuti, e già questo rende il soggiorno un’esperienza particolare.
Una delle cose che ho apprezzato di più è stata anche la possibilità di raggiungere Rang Yai Island con la tipica longtail boat, grazie ai collegamenti messi a disposizione durante il soggiorno.
E una volta arrivati, ad aspettarti ci sono acqua trasparente, sabbia chiara e un’atmosfera decisamente più tranquilla rispetto alle zone più frequentate di Phuket
📶 Connessione internet
Per evitare costi di roaming e navigare fin dal momento dell’arrivo, durante i miei viaggi fuori dall’Europa preferisco utilizzare una eSIM. Se vuoi capire come funziona, quando conviene e quale scegliere, trovi tutti i dettagli nella mia guida dedicata Come avere internet all’estero: guida completa alle eSIM (vantaggi, costi e come funzionano).
Se invece hai già deciso di utilizzare una eSIM per il tuo viaggio in Thailandia, puoi acquistare direttamente la eSIM Holafly per la Thailandia utilizzando il codice sconto WANDERLUSTBLOG, risparmiando sul tuo acquisto.
🚗 Spostarsi in Thailandia
Durante il mio viaggio in Thailandia ho preferito affidarmi alle escursioni organizzate, soprattutto perché personalmente, quando viaggio in Paesi dove le regole della strada e le abitudini di guida sono molto diverse dalle nostre, preferisco non mettermi al volante.
In Thailandia, infatti, si guida a sinistra, un aspetto che può richiedere un po’ di adattamento per chi è abituato a guidare a destra.
Se però preferisci avere maggiore libertà negli spostamenti e organizzare le giornate in completa autonomia, puoi valutare il noleggio di un’auto. In questo caso ti consiglio di leggere prima la mia guida Noleggio auto in viaggio: come scegliere l’autonoleggio giusto e cosa sapere prima di partire, dove trovi tutti i consigli utili per scegliere la soluzione più adatta al tuo viaggio.
🔌 Prese elettriche in Thailandia
Un’altra piccola cosa da controllare prima di partire riguarda le prese elettriche. In Thailandia puoi trovare diversi tipi di prese, comprese quelle compatibili con più standard, quindi è sempre meglio partire preparati e avere con sé un adattatore da viaggio.
Se non sai quale adattatore ti serve o vuoi capire meglio la differenza tra prese, voltaggio e frequenza, ho raccolto tutto nella mia guida Prese elettriche nel mondo: quali adattatori servono per viaggiare?.
💧 Acqua del rubinetto in Thailandia
Se stai organizzando un viaggio in Thailandia, è importante prestare attenzione all’acqua che bevi. Per i viaggiatori è consigliabile preferire acqua imbottigliata e sigillata, soprattutto quando non si hanno certezze sulla qualità dell’acqua nella zona in cui ci si trova. La stessa attenzione va riservata anche al ghiaccio e all’acqua utilizzata per lavarsi i denti.
Se vuoi approfondire il tema e scoprire dove si può bere l’acqua del rubinetto nel mondo e dove è meglio evitarla, ho raccolto consigli e informazioni utili nella mia guida Acqua del rubinetto nel mondo: dove si può bere e dove no?
🧳 La valigia
La Thailandia è una destinazione molto varia: nel giro di pochi giorni puoi passare dalla frenesia di Bangkok alle spiagge e alle isole tropicali, tra escursioni, templi e giornate al mare. Per questo vale la pena preparare la valigia con attenzione, scegliendo cosa portare in base alle diverse esperienze che vorrai vivere durante il viaggio. Se vuoi prendere spunto da ciò che porto sempre con me, trovi tutto nell’articolo Cosa c’è nella mia valigia? I 12 accessori che porto sempre in viaggio con me.
Bangkok: cosa vedere nella capitale della Thailandia
Bangkok è stata la prima tappa del mio viaggio in Thailandia e ci ho trascorso cinque giorni, cercando di sfruttare il più possibile il tempo a disposizione. È una città enorme, caotica, colorata e piena di contrasti, dove templi e palazzi storici convivono con grattacieli, mercati, rooftop bar e quartieri che sembrano appartenere a mondi completamente diversi.
Una delle cose che ho apprezzato di più è stata proprio questa capacità di cambiare volto continuamente. Puoi trascorrere la mattina immerso nella spiritualità di un tempio, il pomeriggio navigare tra i mercati e la sera ritrovarti circondato dalle luci della città davanti a un cocktail.
E poi c’è il cibo, che in Thailandia merita assolutamente un capitolo a parte. A Bangkok ho mangiato quello che, ancora oggi, considero il Pad Thai più buono che abbia mai assaggiato in vita mia. L’ho trovato al Chatuchak Weekend Market, il gigantesco mercato di Bangkok, dove oltre a perdersi tra migliaia di bancarelle si incontrano anche tantissimi stand e spazi dedicati al cibo. Ricordo in particolare una zona coperta, quasi simile a un grande garage, dove ci siamo seduti a mangiare. Non era il classico street food consumato velocemente in piedi: ci siamo accomodati e ci siamo goduti quel Pad Thai che ancora oggi ricordo con l’acquolina in bocca!
E Chatuchak è davvero un’occasione da vivere anche oltre il cibo: il mercato è enorme, con una quantità incredibile di bancarelle e persino una grande area dedicata alle piante. Passeggiare tra i suoi corridoi significa perdersi tra colori, profumi, oggetti di ogni tipo e sapori, ed è uno di quei luoghi in cui puoi tranquillamente trascorrere ore senza renderti conto del tempo che passa.
E poi c’è un’esperienza che, secondo me, fa parte del viaggio in Thailandia quasi quanto i templi e i mercati: salire su un tuk tuk e attraversare le strade di Bangkok. Questi caratteristici mezzi a tre ruote sono ormai uno dei simboli della città e, soprattutto per chi visita Bangkok per la prima volta, fanno parte dell’esperienza. Una cosa importante da sapere è che il prezzo della corsa va generalmente contrattato prima di salire, quindi non avere paura di negoziare con il conducente: fa parte del gioco!
Ecco quindi cosa vedere e cosa fare a Bangkok secondo la mia esperienza.
Ayutthaya: l’antica capitale a poca distanza da Bangkok
Tra tutte le escursioni che potevo scegliere, Ayutthaya era quella che volevo assolutamente fare. Non volevo visitare la Thailandia senza vedere l’antica capitale del Regno del Siam e passeggiare tra le sue rovine.
Ayutthaya si trova a circa 80 chilometri a nord di Bangkok ed è oggi uno dei luoghi storici più importanti della Thailandia. L’antica città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO e le sue rovine, distribuite in un’area piuttosto ampia, raccontano la storia di quella che fu una delle città più importanti del Sud-est asiatico.
Da Bangkok si può arrivare anche in treno, una soluzione economica e molto utilizzata dai viaggiatori. Io, però, ho scelto di utilizzare Uber, perché gli orari dei treni che avevo a disposizione non erano particolarmente comodi per organizzare la giornata come volevo.
Una volta arrivata ad Ayutthaya, ho fatto una scelta che si è rivelata perfetta: abbiamo contrattato con un autista di tuk tuk, che per l’intera giornata ci ha accompagnato da un tempio all’altro, aspettandoci durante le visite e facendoci anche da guida.
È stata una soluzione comodissima, soprattutto perché i vari templi non sono tutti concentrati nello stesso punto e l’area storica è piuttosto estesa. In alternativa, Ayutthaya si può esplorare anche in bicicletta, una delle modalità più classiche per muoversi tra le rovine.
I templi di Ayutthaya
La cosa bella di Ayutthaya è che non esiste un unico monumento da vedere, ma un insieme di templi e rovine che si incontrano durante il percorso. Tra quelli più conosciuti ci sono Wat Mahathat, Wat Phra Si Sanphet, Wat Ratchaburana e Wat Chaiwatthanaram.
E poi c’è quel famoso volto di Buddha incastonato tra le radici di un albero, probabilmente l’immagine più iconica di tutta Ayutthaya. Si trova al Wat Mahathat ed è uno di quegli scorci che avevo visto tantissime volte in fotografia e che finalmente mi sono trovata davanti agli occhi.
Una cosa che mi ha colpito è anche il costo degli ingressi: la maggior parte dei templi principali prevede un biglietto di circa 50 baht, quindi una cifra davvero contenuta, equivalente a poco più di un euro. Esiste anche un biglietto combinato per alcuni dei siti principali.
Ayutthaya è una di quelle escursioni che consiglio di inserire senza pensarci troppo in un viaggio a Bangkok. È completamente diversa dalla capitale moderna e frenetica e permette di vedere un altro volto della Thailandia, quello della sua storia e della sua spiritualità.
Il Grand Palace e il Wat Phra Kaew
Tornando a Bangkok, uno dei luoghi che non può mancare è sicuramente il Grand Palace, il grande complesso di palazzi e templi che per secoli è stato il cuore della monarchia thailandese.
Al suo interno si trova il Wat Phra Kaew, conosciuto come il Tempio del Buddha di Smeraldo, uno dei luoghi religiosi più importanti del Paese.
È uno di quei posti in cui, appena entri, vieni letteralmente travolto dalla quantità di dettagli: decorazioni dorate, colori, statue, guglie e architetture che sembrano quasi irreali.
Per me è stata una delle prime occasioni per rendermi conto di quanto la Thailandia fosse diversa dall’immagine fatta soltanto di spiagge e divertimento che spesso viene associata al Paese.
Qui inizi davvero a respirare la Thailandia più spirituale e tradizionale.
Nota pratica: per visitare il Grand Palace è importante vestirsi in modo rispettoso, evitando abiti troppo corti o che lascino scoperte spalle e gambe.
Wat Arun: il tempio sul fiume
Se c’è un’immagine che associo immediatamente a Bangkok è quella del Wat Arun, il Tempio dell’Alba, con la sua grande prang decorata che si affaccia sul Chao Phraya. È uno dei simboli più riconoscibili della città e, già quando lo vedevo nelle fotografie prima di partire, sapevo che sarebbe stato uno dei luoghi che avrei voluto visitare.
Una volta arrivata, però, vederlo dal vivo è stato tutta un’altra cosa. Sono entrata nel complesso del tempio e mi sono ritrovata circondata da dettagli, decorazioni e colori che nelle fotografie non rendono fino in fondo l’idea della sua bellezza.
La grande prang centrale, alta circa 70 metri, è rivestita da migliaia di piccoli frammenti di porcellana e ceramica colorata che creano motivi e decorazioni incredibilmente elaborati. Da vicino si possono notare tantissimi dettagli diversi e viene quasi spontaneo fermarsi a osservarli uno per uno.
Il complesso non è formato soltanto dalla grande prang centrale: intorno si trovano altre strutture, statue e decorazioni che rendono la visita piacevole anche semplicemente passeggiando senza fretta e lasciandosi conquistare dall’architettura.
Il tempio è dedicato ad Aruna, il dio hindu dell’alba, da cui deriva il nome Wat Arun. La sua posizione sulla riva occidentale del Chao Phraya contribuisce poi a renderlo ancora più scenografico: il fiume fa da cornice al tempio e regala prospettive molto diverse a seconda del punto da cui lo si osserva.
Io l’ho visitato durante il giorno e mi ha colpita tantissimo proprio per la quantità di particolari e per l’atmosfera che si respira al suo interno. È uno di quei luoghi in cui vale la pena non limitarsi alla classica fotografia davanti al monumento, ma entrare, passeggiare e prendersi un po’ di tempo per guardarsi intorno.
E se di giorno mi aveva già conquistata, visto illuminato di notte ha tutto un altro fascino. Ma di questo vi parlerò più avanti, perché il Wat Arun è stato anche uno dei protagonisti di una delle serate che ho amato di più a Bangkok.
Wat Pho e il gigantesco Buddha sdraiato
Un altro luogo che non può mancare durante un viaggio a Bangkok è il Wat Pho, uno dei templi più importanti della città e famoso soprattutto per custodire al suo interno il gigantesco Buddha sdraiato.
Entrare nel complesso è stata un’altra occasione per immergermi nell’architettura e nella spiritualità thailandese. Tra decorazioni, statue, pagode e dettagli coloratissimi, il Wat Pho è un luogo in cui viene davvero voglia di fermarsi a guardare tutto con calma.
Ma naturalmente il protagonista è lui: il Buddha sdraiato, una statua monumentale lunga circa 46 metri e alta 15, completamente ricoperta d’oro. Vederla dal vivo fa davvero impressione, soprattutto per le sue dimensioni: ci si rende conto di quanto sia enorme solo quando ci si trova davanti.
Particolarmente belli sono anche i dettagli dei piedi del Buddha, decorati con 108 pannelli che rappresentano simboli legati alla tradizione buddhista.
Il Wat Pho è inoltre considerato uno dei luoghi più importanti della Thailandia per la tradizione del massaggio thailandese, tanto che al suo interno si trova una scuola dedicata proprio a questa antica pratica.
Per me è stata una visita molto interessante, anche perché dopo il Wat Arun ho potuto vedere un altro volto della spiritualità di Bangkok, con un complesso completamente diverso ma altrettanto ricco di dettagli.
Per il grande Buddha sul fiume, invece… niente da fare! 😅
E qui arriva la mia ormai famosa maledizione delle impalcature.
C’era infatti un altro grande Buddha che avrei voluto vedere, il Buddha seduto affacciato sul fiume, ma quando sono arrivata era era in ristrutturazione e totalmente invisibile!
A quanto pare, questa storia delle impalcature durante i miei viaggi sta diventando una vera costante 😂 Se vuoi sapere quali altri monumenti mi sono capitati sotto restauro, ne ho parlato nell’articolo La mia maledizione delle impalcature – come non vedere mai un monumento per intero (e riderci su)
Chinatown e Khao San Road: due anime opposte della Bangkok notturna
Se c’è una cosa che mi ha colpita di Bangkok è la capacità di cambiare completamente volto nel giro di pochi minuti. E l’ho capito ancora meglio durante una delle mie serate in città, quando sono passata dalle atmosfere vivaci di Chinatown alla follia di Khao San Road.
La prima tappa è stata Chinatown, uno dei quartieri che più mi incuriosivano. Appena ci si addentra nelle sue strade sembra di entrare in un altro mondo: enormi insegne luminose, musica, profumi, bancarelle, ristoranti e street food si susseguono praticamente ovunque, creando un’atmosfera caotica ma allo stesso tempo incredibilmente affascinante.
È uno di quei posti in cui non serve avere necessariamente un programma. Puoi semplicemente camminare, guardarti intorno, lasciarti guidare dai profumi e fermarti davanti alle bancarelle per osservare cosa viene preparato. La strada diventa parte dell’esperienza e anche il semplice fatto di passeggiare tra tutta quella gente, con le luci che illuminano la notte, permette di entrare davvero nell’atmosfera del quartiere.
Chinatown mi ha conquistata proprio per questo: è rumorosa, affollata, colorata e piena di vita. È una Bangkok molto diversa da quella che avevo conosciuto durante la giornata tra templi e monumenti, ma forse è proprio questa la sua bellezza.
E quando pensavo di aver già visto abbastanza contrasti, siamo arrivati a Khao San Road.
Qui il cambio di atmosfera è stato quasi surreale. Se Chinatown è fatta di profumi, street food e insegne luminose, Khao San Road sembra invece una festa continua: musica a tutto volume, luci, locali, bancarelle, bar, persone che arrivano da ogni parte del mondo e un’energia che sembra non spegnersi mai.
È la Bangkok più sfacciata, rumorosa e festaiola, quella che probabilmente molti associano immediatamente alla vita notturna thailandese. E anche se non è necessariamente il volto della città che ho amato di più, trovo che sia un’esperienza da vivere almeno una volta, proprio per capire quanto possa essere diversa Bangkok a seconda del quartiere in cui ti trovi.
Passare in una sola sera dalla tranquillità relativa di altri angoli della città alla confusione di Khao San Road mi ha fatto pensare ancora una volta a quanto Bangkok sia una città di contrasti. Puoi trascorrere la mattina circondata da templi dorati e statue di Buddha, il pomeriggio tra mercati e barche e la sera ritrovarti immersa in un fiume di luci, musica e persone.
Ed è forse proprio questa sua capacità di sorprenderti continuamente che me l’ha fatta amare così tanto.
I mercati di Bangkok: il Floating Market e il Maeklong Railway Market
Tra le esperienze che avevo deciso di fare c’erano anche due mercati diventati ormai famosissimi: il mercato galleggiante e il Maeklong Railway Market, il celebre mercato attraversato dai treni.
Sono esperienze sicuramente molto turistiche, e lo sapevo già prima di partire. Ma sinceramente? Volevo viverle comunque.
Il mercato galleggiante
Navigare tra le bancarelle del mercato galleggiante è stato davvero affascinante. Le contrattazioni avvengono direttamente dalle barche e mentre si naviga tra i canali si incontrano venditori che propongono cibo, frutta, bevande, souvenir e prodotti locali, creando un continuo via vai di piccole imbarcazioni.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata proprio la possibilità di fare acquisti direttamente dalla barca. Ti avvicini a una bancarella galleggiante, guardi cosa propone e inizi a contrattare senza mai scendere dall’imbarcazione. È un modo completamente diverso dal nostro di vivere un mercato e, anche se l’esperienza è ormai molto conosciuta e turistica, viverla dal vivo ha comunque un fascino particolare.
Tra profumi, colori, barche che si incrociano continuamente e venditori che si spostano lungo i canali, per qualche ora ho avuto davvero la sensazione di essere dentro una scena di un film.
E poi c’è un ricordo che ancora oggi mi fa venire l’acquolina in bocca: il gelato al cocco più buono che abbia mai mangiato in vita mia!
Non so se fosse il contesto, il caldo, il fatto di averlo gustato direttamente mentre navigavo tra le bancarelle o se fosse semplicemente buonissimo, ma quel gelato al cocco è diventato uno dei piccoli ricordi che associo immediatamente alla Thailandia.
È una di quelle esperienze che, per quanto turistica, sono contenta di non aver saltato. Perché a volte anche le cose più conosciute riescono comunque a regalarti un momento che rimane impresso.
Maeklong Railway Market
Il Maeklong Railway Market è invece quello costruito direttamente lungo i binari della ferrovia.
Qui succede qualcosa che sembra quasi impossibile: mentre i venditori continuano tranquillamente la loro attività, quando arriva il treno una sirena avvisa del suo arrivo e in pochi istanti le bancarelle vengono ritirate dalla ferrovia. Le tende si chiudono, la merce viene spostata e il treno passa a pochissima distanza.
Io mi sono presa una Coca-Cola in una delle bancarelle che aveva lasciato alcune sedie proprio all’interno, così ho potuto sedermi e aspettare il passaggio del treno.
Ed è stato bellissimo vedere tutta la scena dal vivo.
Piccolo consiglio: se vuoi assistere al passaggio del treno, controlla gli orari prima di partire. I treni non passano continuamente e gli orari possono subire variazioni; attualmente i principali passaggi alla stazione di Maeklong sono indicati intorno alle 8:30, 11:10, 14:30 e 17:40, con altri passaggi in uscita dalla stazione. È quindi importante organizzarsi in anticipo.
Una crociera sul Chao Phraya: Bangkok illuminata
Una delle serate più belle trascorse a Bangkok è stata quella della crociera con cena sul fiume Chao Phraya.
È un’esperienza che consiglio assolutamente, perché ti permette di vedere la città da una prospettiva completamente diversa.
La partenza della nostra crociera era da ICONSIAM, l’enorme centro commerciale affacciato sul fiume, circondato dallo skyline moderno di Bangkok. Da lì, una volta saliti a bordo, abbiamo iniziato a navigare lungo il Chao Phraya mentre la città si accendeva.
E qui Bangkok diventa quasi cinematografica.
I grattacieli illuminati, il fiume, i templi e i monumenti che si riflettono nell’acqua, con il Wat Arun che spicca nella notte, creano un’atmosfera davvero spettacolare. Le crociere con cena attualmente partono proprio da ICONSIAM e propongono itinerari serali lungo il Chao Phraya passando davanti a diversi dei luoghi simbolo della città.
Per me è stata una di quelle serate in cui ho pensato: ecco, questa è Bangkok.
Bangkok dall’alto: un aperitivo tra i grattacieli
E poi c’è un’altra esperienza che secondo me vale assolutamente la pena vivere: guardare Bangkok dall’alto.
Una sera mi sono concessa un aperitivo al Blue District Bar, al 33° piano, e la vista sulla città mi ha lasciata senza fiato.
Da lassù Bangkok sembra non finire mai. I grattacieli, le luci, le strade che si perdono all’orizzonte… dopo aver trascorso le giornate camminando tra templi, mercati e vicoli, ritrovarsi così in alto ti permette quasi di osservare la città da un altro pianeta.
E ti senti davvero piccolissimo.
È proprio questo uno degli aspetti che ho amato di Bangkok: puoi viverla dal basso, dentro il suo caos, oppure salire su un rooftop e guardare tutto dall’alto.
Due prospettive completamente diverse della stessa città.
Phuket e le sue isole: tra mare cristallino, baie da sogno e paesaggi incredibili
Dopo i primi cinque giorni trascorsi a Bangkok, è arrivato il momento di cambiare completamente scenario. Dalla grande metropoli siamo partiti alla volta di Phuket, dove ho soggiornato sulla tranquilla Coconut Island, una piccola isola di fronte alla costa di Phuket raggiungibile in pochi minuti di barca.
E se Bangkok mi aveva conquistata con i suoi templi, i mercati e la sua energia travolgente, Phuket e le isole circostanti mi hanno mostrato un’altra faccia della Thailandia: quella del mare dalle acque trasparenti, delle spiagge bianchissime, delle formazioni rocciose che emergono dall’acqua e delle escursioni che sembrano portarti dentro un paesaggio da cartolina.
Da qui ho organizzato diverse escursioni, cercando però di farlo in un modo preciso: partendo molto presto al mattino. È stata una scelta che rifarei assolutamente, perché mi ha permesso di arrivare in alcuni dei luoghi più famosi prima che fossero invasi dalla folla.
E proprio da una delle escursioni più famose voglio cominciare.
Phi Phi Islands e Maya Bay
Tra le escursioni che desideravo maggiormente fare c’erano naturalmente le Phi Phi Islands, uno degli arcipelaghi più conosciuti della Thailandia e probabilmente uno dei luoghi che avevo visto più volte nelle fotografie prima ancora di partire.
La prima grande tappa è stata Maya Bay, la celebre baia resa famosa anche dal film The Beach. Arrivare davanti a quella distesa di acqua turchese circondata dalle imponenti pareti calcaree è stato uno di quei momenti in cui capisci perché alcune immagini della Thailandia siano diventate iconiche in tutto il mondo.
E la cosa che ha reso l’esperienza ancora più bella è stata proprio la scelta di partire prestissimo. Quando sono arrivata io, Maya Bay non era ancora presa d’assalto e c’era relativamente poca gente. Questo ha fatto una differenza enorme: riuscire a guardare quel paesaggio senza avere davanti una folla di persone mi ha permesso di godermelo molto di più.
L’escursione è proseguita poi verso Monkey Beach, dove le protagoniste sono naturalmente le scimmie che vivono sull’isola.
Abbiamo fatto tappa anche a Phi Phi Don, l’isola principale dell’arcipelago e quella dove si trova il piccolo villaggio, prima di proseguire verso Bamboo Island.
Ed è proprio qui che abbiamo concluso la giornata, trascorrendo un po’ di tempo in spiaggia. Dopo una giornata trascorsa tra baie, barche e panorami incredibili, ritrovarsi davanti a acque così cristalline e una spiaggia da sogno è stato il modo perfetto per concludere l’escursione.
Le Phi Phi sono sicuramente una delle destinazioni più turistiche della Thailandia, ma personalmente sono contenta di averle viste. Credo che il segreto sia semplicemente scegliere il momento giusto per farlo.
Le Similan Islands: un paradiso tra acqua cristallina e tartarughe
Se le Phi Phi mi hanno lasciata senza parole, le Similan Islands sono state qualcosa di ancora diverso.
L’arcipelago delle Similan è famoso per le sue acque incredibilmente limpide, le spiagge bianchissime, la vegetazione tropicale e soprattutto quelle enormi formazioni granitiche che caratterizzano alcune delle isole.
È uno di quei paesaggi in cui il colore dell’acqua sembra quasi irreale: azzurro, turchese, trasparente, con il fondale che in alcuni punti si riesce a vedere perfettamente.
Ma il ricordo più bello che porto con me da questa escursione è senza dubbio quello di aver avuto la possibilità di fare il bagno insieme alle tartarughe.
Trovarsi in acqua e vedere questi animali muoversi tranquillamente nel loro ambiente naturale è stata un’emozione che difficilmente dimenticherò. In quel momento tutto il resto sembrava scomparire: niente rumore della città, niente folla, soltanto il mare e una tartaruga che nuotava lì accanto a me.
Le Similan sono state sicuramente una delle esperienze più belle di tutto il viaggio in Thailandia.
E anche qui la partenza anticipata ha fatto la differenza: arrivare presto significa avere maggiori possibilità di godersi questi luoghi quando sono ancora relativamente tranquilli.
James Bond Island e la baia di Phang Nga
Un’altra escursione che mi ha regalato paesaggi completamente diversi è stata quella nella baia di Phang Nga, con la famosa James Bond Island.
Qui la Thailandia cambia ancora una volta volto.
Dopo le spiagge e le acque cristalline delle Phi Phi e delle Similan, ci siamo ritrovati a navigare in mezzo a enormi formazioni calcaree che emergono direttamente dal mare, creando un paesaggio quasi surreale.
La celebre James Bond Island, conosciuta ufficialmente come Ko Tapu, è proprio una di queste formazioni rocciose ed è diventata famosa dopo essere comparsa nel film L’uomo dalla pistola d’oro.
Ma devo dire che, al di là della fama della singola isola, quello che mi ha colpita maggiormente è stato l’intero paesaggio della baia. Navigare tra queste pareti di roccia, con l’acqua che si insinua tra le isole e la vegetazione che ricopre le superfici calcaree, dà davvero la sensazione di essere entrati in un altro mondo.
In canoa tra mangrovie e grotte
L’escursione nella baia di Phang Nga non si è limitata alla visita della James Bond Island. Una delle esperienze che ho trovato più belle è stata quella di salire su una canoa e addentrarmi tra le mangrovie.
Lasciare la barca più grande e infilarsi lentamente tra la vegetazione, passando attraverso passaggi stretti e silenziosi, è stato completamente diverso rispetto alla navigazione in mare aperto.
E poi ci siamo addentrati anche all’interno di alcune grotte, un’esperienza che ha reso l’escursione ancora più particolare.
Abbiamo visitato anche una grotta che può essere raggiunta soltanto quando la marea lo permette, quindi il paesaggio cambia completamente in base alle condizioni del mare.
È stato uno di quei momenti in cui ho pensato che la Thailandia fosse davvero capace di regalare paesaggi completamente diversi anche nell’arco della stessa giornata.
Koh Panyi, il villaggio sul mare
Un’altra tappa dell’escursione è stata Koh Panyi, un piccolo villaggio di pescatori musulmani costruito in gran parte su palafitte nella baia di Phang Nga.
È un luogo molto particolare, perché osservandolo dalla barca sembra quasi galleggiare sull’acqua.
Passeggiare tra le sue stradine e vedere da vicino la vita del villaggio è stato interessante anche perché permette di conoscere una realtà completamente diversa dalle località turistiche balneari che avevo incontrato fino a quel momento.
È una delle tappe che mi ha fatto capire ancora una volta quanto sia varia questa parte della Thailandia: non soltanto mare e spiagge, ma anche comunità, tradizioni e modi di vivere completamente diversi dai nostri.
Ta Lee View Point
L’ultima tappa di questa giornata è stata il Ta Lee View Point, da cui si può ammirare dall’alto il particolare paesaggio della zona.
Dopo averlo attraversato dal mare, ritrovarsi a guardare dall’alto questo susseguirsi di isole, acqua e formazioni rocciose è stato il modo perfetto per concludere l’escursione.
Un altro panorama che sembra quasi impossibile da fotografare senza pensare che sia un’immagine ritoccata.
Phuket Old Town: un’altra faccia dell’isola
Non ho dedicato tutto il tempo alle escursioni. Ho voluto anche conoscere Phuket, passeggiando per conto mio nel centro storico.
E qui ho scoperto una Phuket completamente diversa da quella delle spiagge e dei resort.
Tra le stradine della Phuket Old Town si incontrano edifici dalle facciate colorate, case in stile sino-portoghese, piccoli negozi, caffè e locali. È una zona piacevole da esplorare a piedi, senza avere necessariamente una meta precisa.
Mi è piaciuto soprattutto il contrasto con l’immagine di Phuket che avevo in mente prima di partire: non soltanto mare, resort e vita notturna, ma anche storia, architettura e vita quotidiana.
Rang Yai Island: una piccola fuga dal resort
Un’altra giornata l’ho trascorsa a Rang Yai Island, una piccola isola raggiungibile in barca dalla zona di Phuket e molto vicina alla Coconut Island dove soggiornavo.
Dopo tutte le escursioni organizzate, qui ho semplicemente avuto voglia di rallentare e godermi il mare.
E l’acqua era davvero spettacolare: trasparente, dai colori che passavano dall’azzurro al turchese e perfetta per trascorrere qualche ora in totale relax.
È stato bello avere anche una giornata meno frenetica, senza dover continuamente correre da una tappa all’altra.
Patong: la Phuket della movida
E naturalmente non potevo andare a Phuket senza vedere anche Patong, soprattutto perché volevo capire con i miei occhi quell’altra faccia della Thailandia di cui tanto si parla.
Sapevo già che Patong è una delle zone più conosciute per la vita notturna e la movida, e infatti l’atmosfera che ho trovato era completamente diversa da quella delle isole e dei templi.
Qui ci sono musica, luci, locali, persone ovunque, rumore e festa. Un caos quasi surreale, soprattutto se confrontato con la tranquillità di Coconut Island o con il silenzio che avevo trovato in alcuni angoli delle isole.
È sicuramente una Phuket più sfrenata e turistica, ma proprio per questo penso che una passeggiata a Patong la sera possa essere interessante anche per chi, come me, non cerca necessariamente quel tipo di divertimento.
Vederla almeno una volta significa conoscere anche questa parte dell’isola, nel bene e nel male.
Il mio consiglio per le escursioni: partire presto
Dopo aver fatto tutte queste escursioni, c’è una cosa che mi sento di consigliare davvero: se puoi, scegli una partenza anticipata.
Lo so, significa mettere la sveglia quando probabilmente il resto del resort sta ancora dormendo, ma per me ne è valsa assolutamente la pena per evitare la calca!
Maya Bay, Phi Phi, Similan e le altre isole sono luoghi ormai famosissimi e inevitabilmente molto frequentati. Viverli in mezzo a centinaia di persone, secondo me, fa perdere una parte del loro fascino.
Io ho scelto proprio per questo le escursioni con partenza molto presto e la differenza l’ho vista con i miei occhi: quando sono arrivata a Maya Bay, per esempio, c’era ancora pochissima gente e sono riuscita a godermi il paesaggio con molta più tranquillità.
Non significa naturalmente trovare l’isola completamente deserta, ma arrivare prima della maggior parte dei tour cambia completamente l’esperienza.
E se c’è una cosa che ho imparato dalla Thailandia è che certi luoghi meritano di essere vissuti con un po’ di silenzio intorno, almeno per qualche minuto.

La Thailandia che ho vissuto
Dopo questo viaggio posso dirlo con certezza: la Thailandia è molto più di quello che spesso si racconta di lei.
Sono partita con la curiosità di scoprire un Paese che mi attirava da tantissimo tempo e con la voglia di vedere con i miei occhi tutto quello che aveva da offrire. E sono tornata a casa con la sensazione di averne visto tantissimo, ma allo stesso tempo di averne scoperto soltanto una piccola parte.
Ho trovato una Thailandia fatta di templi e spiritualità, di città immense e caotiche, di mercati colorati, di isole da sogno, di mare cristallino e di paesaggi capaci di lasciarti senza parole. Ma soprattutto ho trovato un Paese fatto di contrasti: Bangkok e le sue luci, la tranquillità delle isole, la follia di Khao San Road e Patong, il silenzio di una baia e il rumore incessante di un mercato.
È stato un viaggio intenso, pieno di esperienze e di immagini che ancora oggi mi tornano alla mente. E forse è proprio questo che cerco quando viaggio: tornare a casa con qualcosa in più rispetto a quando sono partita.
Se prima di partire pensavo che la Thailandia avesse molto più da offrire di quello che raccontano certi cliché, oggi posso dire di averne avuto la conferma. La Thailandia mi ha conquistata proprio per la sua capacità di sorprendermi continuamente, di cambiare volto e di regalarmi meraviglia ogni volta che pensavo di aver già visto il meglio.
E sono sicura che, nonostante tutto quello che ho visto, non sia ancora finita qui!
Vuoi vivere anche tu queste esperienze in Thailandia?
Durante il mio viaggio ho visitato alcuni dei luoghi più spettacolari della Thailandia, dalle antiche rovine di Ayutthaya alle isole paradisiache, passando per i mercati, Bangkok e gli incredibili paesaggi della baia di Phang Nga. Se preferisci organizzare le escursioni prima della partenza oppure vuoi affidarti a una guida per scoprire meglio le città e i loro luoghi più importanti, qui trovi alcune esperienze che possono aiutarti a vivere la Thailandia.
- Escursione di un giorno ad Ayutthaya da Bangkok → https://gyg.me/HBhoSAnO
- Tour guidato di Bangkok → https://gyg.me/L0crhg43
- Escursione al mercato galleggiante e al Maeklong Railway Market da Bangkok → https://gyg.me/EPPT8tuF
- Crociera con cena sul fiume Chao Phraya a Bangkok → https://gyg.me/ansjjiG6
- Escursione alle Phi Phi Islands, Maya Bay e Bamboo Island da Phuket → https://gyg.me/2b792Jqh
- Escursione alle Similan Islands da Phuket → https://gyg.me/EHmI9Ld9
- Escursione a James Bond Island, nella baia di Phang Nga e Ko Panyi → https://gyg.me/72GVveor
- Tour guidato di Phuket → https://gyg.me/fJr5dSNQ
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📍 Stai organizzando un viaggio in Thailandia?
Se questo articolo ti è stato utile, troverai presto anche Itinerario Wanderlust – Thailandia, la guida digitale pensata per aiutarti a organizzare il viaggio, con itinerario, consigli pratici, idee sulle escursioni e tante informazioni utili per vivere al meglio questa meravigliosa destinazione.
✨ E tu, sei già stato in Thailandia o sogni di visitarla?
Raccontami nei commenti le tue esperienze, i luoghi che hai visitato, le tue domande o le destinazioni thailandesi che sogni di vedere: mi farà davvero piacere leggerti e confrontarmi con te!
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