Marocco: cosa vedere tra deserto, medine e città blu: itinerario da Marrakech al Sahara fino a Fès e Chefchaouen

Cosa vedere in Marocco: da Marrakech al deserto del Sahara fino a Fès e Chefchaouen. Itinerario completo tra medine, kasbah e paesaggi incredibili.

Marocco nel deserto del Sahara al tramonto, con una carovana di cammelli sulle dune e il paesaggio dorato sullo sfondo

Questo mio ultimo viaggio mi ha lasciato un’infinità di emozioni ma, soprattutto, una consapevolezza: il Marocco non si visita semplicemente. Si attraversa, si respira e si assorbe lentamente tra medine labirintiche, deserti sconfinati e montagne che cambiano colore ad ogni curva della strada.

Erano parecchi anni che sognavo di perdermi tra i souk e medine marocchine ed esserci finalmente riuscita mi ha fatto capire quanto certi luoghi non si possano comprendere davvero fino in fondo se non visitandoli di persona.

Il Marocco è un Paese di contrasti fortissimi, dove nel giro di pochi giorni puoi passare dal caos magnetico delle città imperiali al silenzio assoluto del Sahara, dalle montagne innevate del Medio Atlante alle città dipinte di blu che sembrano uscite da un sogno.

Il mio viaggio è iniziato a Marrakech, è proseguito attraversando alcune delle zone più spettacolari del Paese fino al deserto di Merzouga, ed è terminato tra le medine storiche di Fès e l’incredibile blu di Chefchaouen.

Un viaggio intenso, pieno di paesaggi diversi, cultura, profumi e incontri che difficilmente si dimenticano.


Informazioni utili prima di partire

Prima di partire per il Marocco ci sono alcune cose che ti consiglio di organizzare con un po’ di anticipo. Dalla valigia alla connessione internet, prepararsi bene permette di godersi il viaggio con molta più tranquillità.

🧳 La valigia

Il Marocco è una destinazione molto varia: nel giro di pochi giorni puoi trovarti a passeggiare tra le medine di Marrakech, trascorrere una notte nel deserto del Sahara e attraversare zone montuose con temperature decisamente più fresche. Per questo vale la pena preparare la valigia con attenzione. Se vuoi prendere spunto da ciò che porto sempre con me, trovi tutto nell’articolo Cosa c’è nella mia valigia? I 12 accessori che porto sempre in viaggio con me.

📶 Connessione internet

Un altro consiglio è quello di pensare alla connessione internet prima della partenza. Avere sempre a disposizione mappe, traduttori e prenotazioni rende gli spostamenti molto più semplici. Se vuoi capire come funziona una eSIM e quale scegliere, trovi tutti i dettagli nella mia guida Come avere internet all’estero: guida completa alle eSIM. Se invece hai già deciso di utilizzarla durante il viaggio, puoi acquistare direttamente la eSIM Holafly per il Marocco utilizzando il mio codice sconto WANDERLUSTBLOG.

🛡️ Assicurazione di viaggio

Prima di partire per il Marocco, secondo me vale la pena valutare un’assicurazione di viaggio, soprattutto se prevedi un itinerario itinerante come questo. Può essere utile avere una copertura per eventuali spese mediche, assistenza, imprevisti o rientro anticipato, a seconda delle condizioni della polizza.

Se non sai da dove partire, ho raccolto nella mia guida Assicurazione di viaggio: serve davvero? Quando conviene e cosa copre tutto quello che secondo me è importante controllare prima di scegliere una polizza, insieme a due opzioni che puoi confrontare e da cui puoi fare direttamente un preventivo, senza dover cercare informazioni su mille siti diversi.

🌙 Viaggiare in Marocco durante il Ramadan

Il mio viaggio è capitato proprio durante il Ramadan e, personalmente, non ho riscontrato particolari disagi. Ristoranti e street food continuavano normalmente a essere disponibili, anche se, io personalmente, ho scelto di rispettare le tradizioni locali evitando di mangiare, bere o fumare in pubblico durante il giorno. Se stai pensando di visitare il Marocco proprio in questo periodo, nella mia guida Si può andare in Marocco durante il Ramadan? Cosa sapere prima di partire ti racconto com’è stato viverlo durante il mio viaggio e cosa è utile sapere prima di partire.

🚗 Spostarsi in Marocco

Io ho scelto di affidarmi a un tour organizzato per attraversare il Marocco da Marrakech al deserto fino a Fès, una soluzione che mi ha permesso di godermi il viaggio senza preoccuparmi degli spostamenti. Se invece sogni un viaggio on the road e vuoi scoprire il Paese in autonomia, puoi farlo tranquillamente: nella guida Noleggio auto in viaggio: come scegliere l’autonoleggio giusto e cosa sapere prima di partire trovi molti consigli utili.

💧 Acqua del rubinetto in Marocco

Se stai organizzando un viaggio in Marocco, è importante prestare attenzione all’acqua che bevi. Per i viaggiatori è consigliabile preferire acqua imbottigliata e sigillata o adeguatamente trattata, soprattutto quando non si hanno certezze sulla qualità dell’acqua nella zona in cui ci si trova. La stessa attenzione va riservata anche al ghiaccio e all’acqua utilizzata per lavarsi i denti.

Se vuoi approfondire il tema e scoprire dove si può bere l’acqua del rubinetto nel mondo e dove è meglio evitarla, ho raccolto consigli e informazioni utili nella mia guida:

👉 Acqua del rubinetto nel mondo: dove si può bere e dove no?


Jemaa el Fna: il cuore pulsante di Marrakech

Per i primi giorni del mio viaggio ho scelto di fermarmi a Marrakech, una delle città più iconiche e affascinanti del Marocco.

Prima di parlare della mia sistemazione, però, vale la pena fare una piccola distinzione che può essere utile a chi sta organizzando un viaggio qui: la differenza tra hotel e riad.

In Marocco, infatti, molti viaggiatori scelgono di soggiornare in un riad, una tipica casa tradizionale costruita attorno a un cortile interno, spesso con fontane, mosaici e terrazze panoramiche. I riad sono generalmente più caratteristici e permettono di vivere un’esperienza molto autentica nel cuore della medina.
Gli hotel, invece, sono strutture più classiche e spesso più semplici, ma possono essere comunque comodi soprattutto per la posizione.

Io ho scelto l’Hotel Faouzi, una soluzione piuttosto essenziale che richiede un certo spirito di adattamento. L’avevo prenotato basandomi sulle recensioni che sembravano molto positive, ma devo dire che la struttura non è esattamente il massimo del comfort. Detto questo, se cercate semplicemente un posto abbastanza pulito dove dormire può comunque andare bene, soprattutto per due motivi: la posizione incredibile e la colazione.

L’hotel si trova infatti a due passi dalla celebre piazza Jemaa el Fna, il cuore pulsante di Marrakech, e ogni mattina viene servita una colazione davvero ottima sul rooftop, con vista sui tetti della medina.

Ed è proprio da Jemaa el Fna che è iniziata la mia esplorazione della città.

Prima di partire avevo letto su diverse guide e itinerari che questa piazza “si trasforma completamente di notte”, ma confesso che non riuscivo davvero a immaginare cosa significasse… almeno finché non l’ho visto con i miei occhi.

Di giorno Jemaa el Fna appare sorprendentemente ampia e quasi tranquilla, con qualche bancarella sparsa e poche persone. Ma al calare della sera succede qualcosa di incredibile: la piazza cambia volto.

In pochissimo tempo si riempie di venditori, bancarelle di street food, musicisti, artisti di strada e spettacoli improvvisati. L’aria si riempie di suoni, profumi e colori, e quella che di giorno sembrava una piazza enorme diventa improvvisamente un luogo brulicante di vita, un vero teatro a cielo aperto nel cuore di Marrakech.

Vi consiglio assolutamente di visitarla in entrambe le fasi della giornata ed ammirare voi stessi questo cambiamento pazzesco!

Piazza Jemaa el Fna di giorno a Marrakech con il minareto della moschea Koutoubia sullo sfondo e le prime bancarelle del mercato

Piazza Jemaa el Fna di giorno a Marrakech con il minareto della moschea Koutoubia sullo sfondo e le prime bancarelle del mercato


Perdersi nei souk di Marrakech

Il primo pomeriggio ho deciso di fare una delle cose più belle che si possano fare qui: perdersi nei souk di Marrakech.

I souk sono i mercati tradizionali del mondo arabo, un intreccio di vicoli coperti dove si susseguono botteghe artigiane, negozi di spezie, tappeti, lampade, ceramiche e tessuti.

Uno dei più famosi è il Souk Attarine, ma in realtà tutta la zona della medina è un enorme labirinto commerciale.

Prima della partenza avevo letto ovunque che fosse facilissimo perdersi, ma dentro di me avevo pensato:
“Ma figurati, esiste Google Maps!”

Beh… niente di più sbagliato.

Anche con il navigatore orientarsi tra queste stradine è quasi impossibile. Ma è proprio questo il bello: lasciarsi guidare dalla curiosità, girovagare senza meta tra i negozi, osservare la vita quotidiana che scorre tra turisti e abitanti locali.

I venditori sono spesso piuttosto insistenti – come succede in molte altre zone dell’Africa che ho visitato come Tunisia, Egitto e Tanzania – ma in Marocco li ho trovati meno pressanti del previsto.

Qui contrattare è una vera e propria arte, parte integrante della cultura locale, e può diventare anche molto divertente. Se non siete interessati basta un “no grazie” deciso ma gentile, accompagnato da un sorriso, e verrete lasciati in pace.

Souk della medina di Marrakech con bancarella di ceramiche artigianali e vicolo coperto del mercato tradizionale

Una delle viuzze dei souk di Marrakech, tra botteghe artigiane e bancarelle di ceramiche colorate.Qui perdersi non è un errore, ma parte del viaggio


Cosa vedere a Marrakech: moschee, palazzi e madrase

Tra le cose da vedere a Marrakech ci sono alcuni monumenti che raccontano perfettamente la storia e l’anima del Marocco imperiale. Passeggiando nella medina vi accorgerete che molte di queste attrazioni sono relativamente vicine tra loro, quindi è facile inserirle nello stesso itinerario a piedi.

La prima che incontrerete quasi sicuramente è la Mosquée de la Koutoubia, il simbolo di Marrakech. Il suo minareto alto circa 77 metri domina lo skyline della città ed è visibile da diversi punti della medina.
I non musulmani purtroppo non possono entrare all’interno della moschea, ma vale comunque la pena fermarsi ad ammirarla dall’esterno, soprattutto al tramonto quando la luce dorata colora la pietra.

Minareto della Moschea Koutoubia a Marrakech visto lungo un viale della medina con cielo azzurro

Il minareto della Moschea Koutoubia che domina lo skyline di Marrakech, uno dei simboli più iconici della città visibile anche dalla vicina Jemaa el Fna


Passeggiando tra i vicoli della medina si raggiunge poi la Madrasa Ben Youssef, una delle tappe che consiglio assolutamente. Questa antica scuola coranica, costruita nel XIV secolo e restaurata negli ultimi anni, è uno degli esempi più belli di architettura marocchina. Il cortile centrale, decorato con mosaici geometrici, intagli in legno di cedro e stucchi finemente lavorati, è davvero spettacolare.
Il biglietto d’ingresso costa circa 50 dirham (circa 5 €).

Cortile della Madrasa Ben Youssef a Marrakech visto dalla finestra del primo piano con mosaici e vasca centrale


Tra i luoghi che mi hanno colpito di più durante la visita c’è stato senza dubbio il Palazzo El Badi. Oggi restano soprattutto le rovine dell’antico palazzo reale, ma proprio questo lo rende incredibilmente affascinante. Camminare tra queste mura immense, con le cicogne che hanno costruito i loro nidi sulle torri, è qualcosa di molto suggestivo. Il palazzo fu costruito nel XVI secolo dal sultano Ahmad al-Mansur e doveva essere uno dei palazzi più sfarzosi del mondo islamico.
Il biglietto d’ingresso è di circa 70 dirham (circa 7 €).

Cortile interno del Palazzo El Badi a Marrakech con pavimento in mosaico e mura storiche del palazzo reale

Il cortile del Palazzo El Badi a Marrakech, tra rovine storiche, mosaici e mura antiche che raccontano lo splendore dell’antico palazzo reale


Un’altra tappa che merita sicuramente una visita è il Palazzo Bahia, costruito nel XIX secolo e famoso per i suoi splendidi cortili, i giardini e gli eleganti soffitti in legno intagliato. Questo palazzo fu progettato per essere uno dei più magnifici del Marocco e ancora oggi è possibile immaginare la magnificenza che doveva avere ai tempi del suo massimo splendore.
Il biglietto costa circa 70 dirham (circa 7 €).

Grande cortile in marmo bianco e decorazioni blu del Palazzo Bahia a Marrakech nella medina

Il cortile del Palazzo Bahia, uno degli esempi più eleganti dell’architettura marocchina, tra marmo bianco e decorazioni blu


Infine ci sono le Tombe Saadiane, uno dei complessi funerari più importanti del Paese. Risalgono al XVI secolo ma furono riscoperte solo nel 1917, dopo essere rimaste nascoste per secoli dietro alte mura. Le decorazioni delle tombe, tra marmo italiano e mosaici finemente lavorati, sono davvero impressionanti.
Il biglietto d’ingresso è di circa 70 dirham (circa 7 €).

Mausoleo delle Tombe Saadiane a Marrakech con le tre tombe decorate e mosaici dell’epoca saadiane

Le Tombe Saadiane di Marrakech, uno dei complessi funerari più affascinanti del Marocco, con i mausolei riccamente decorati che risalgono al XVI secolo


Tutti questi biglietti possono essere acquistati direttamente in loco e, durante la mia visita, le file erano sempre piuttosto scorrevoli.


Dove mangiare a Marrakech (e bere alcolici)

La cucina marocchina è una delle sorprese più belle del viaggio. Profumata, speziata e incredibilmente ricca di sapori, riesce a conquistare praticamente chiunque.

Uno dei piatti più tipici è la tajine, uno stufato di carne, pesce o verdure che prende il nome dal caratteristico recipiente in terracotta con il coperchio conico in cui viene cotto lentamente. Questa cottura lunga permette alle spezie e agli ingredienti di amalgamarsi perfettamente creando piatti davvero intensi e saporiti. Durante il viaggio ho assaggiato tajine di pollo e di manzo, entrambe davvero spettacolari.

Tajine marocchina di carne servita nel tipico piatto in terracotta della cucina tradizionale del Marocco

Una tradizionale tajine marocchina: uno dei piatti più iconici della cucina del Marocco, cotto lentamente nel tipico recipiente in terracotta che ne esalta profumi e sapori


Una cosa importante da sapere prima di andare a Marrakech è che non tutti i ristoranti servono alcolici. In molti locali, per motivi religiosi, vengono proposte esclusivamente bevande analcoliche. Se però avete voglia di bere un drink o un bicchiere di vino durante la cena, esistono diversi posti dove è possibile farlo.

Uno dei miei preferiti è senza dubbio Kabana Rooftop, un locale moderno e molto curato dove si può cenare o sorseggiare un cocktail ammirando uno dei tramonti più belli di Marrakech dalla terrazza panoramica. Ve lo consiglio davvero.

Altri posti molto piacevoli dove fermarsi a mangiare o bere qualcosa sono Adresse Café e Argana, entrambi situati proprio nella vivacissima piazza Jemaa el Fna.

Se invece avete voglia di un’atmosfera più moderna e internazionale, vale la pena spostarsi nel quartiere di Gueliz, la parte nuova della città. Qui si trovano ristoranti contemporanei, cocktail bar e locali più occidentali dove è facile trovare anche alcolici e una cucina più fusion.

Ma, se anche deciderete di vagare senza una meta in cerca di un ristorante, potete pur stare certi che vi capiterà di trovare ad ogni angolo locali più tipici e accoglienti, con cibo squisito e prezzi molto contenuti!


Da Marrakech al deserto: attraversare il Marocco via terra

Per spostarmi da Marrakech a Fes avevo due possibilità: prendere un volo interno oppure attraversare il Paese via terra.

Ho scelto senza esitazione la seconda opzione.

Ho prenotato un tour di tre giorni da Marrakech al deserto del Sahara fino a Fes con Andiamo in Marocco, un’agenzia locale che organizza itinerari attraverso alcune delle zone più spettacolari del Paese.

La nostra guida si chiamava Mohamed, ed è stata una presenza davvero preziosa durante tutto il viaggio: gentile, simpatica, sempre disponibile a raccontare curiosità sulla cultura marocchina e sui luoghi che stavamo attraversando.

Questo tipo di tour richiede sicuramente diverse ore di auto, ma è proprio grazie a questo viaggio via terra che si ha la possibilità di vedere un Marocco autentico e sorprendente, fatto di paesaggi che cambiano continuamente: villaggi berberi, montagne, gole spettacolari e, naturalmente, il deserto.

Se avessi scelto l’aereo, mi sarei persa tutto questo. Ed è proprio per questo che, nonostante le lunghe distanze, rifarei questa scelta senza pensarci due volte.


Aït Ben Haddou e le montagne dell’Atlante

La prima tappa del viaggio è stata Aït Ben Haddou, uno dei luoghi più affascinanti di tutto il Marocco. Questo antico ksar fortificato, costruito interamente in terra cruda e dichiarato Patrimonio UNESCO, sembra emergere direttamente dal paesaggio desertico che lo circonda.

Passeggiare tra le sue mura color ocra è come fare un salto indietro nel tempo. Non sorprende che questo luogo sia stato scelto come scenario per numerosi film e serie TV: qui sono state girate scene di Il Gladiatore, Troy, Il Principe di Persia e Game of Thrones, e camminando tra le sue torri di argilla si capisce subito perché.

Villaggio fortificato di Ait Ben Haddou in Marocco visto da lontano con le case in terra cruda e il cielo sullo sfondo

Ait Ben Haddou, l’antico ksar in terra cruda dichiarato Patrimonio UNESCO, uno dei luoghi più scenografici del Marocco e set di numerosi film storici


Lasciato Aït Ben Haddou, il viaggio prosegue tra le montagne dell’Alto Atlante, dove il paesaggio cambia continuamente. La strada attraversa vallate punteggiate di villaggi berberi, fino ad arrivare alla Valle delle Rose, famosa per le coltivazioni di rose damascene utilizzate per produrre profumi e cosmetici.

Proseguendo ancora si raggiungono le spettacolari Gole del Dades, dove la strada si snoda tra canyon rocciosi e panorami sempre più spettacolari.

Strada panoramica a tornanti nelle Gole del Dades in Marocco vista dall’alto tra montagne rocciose

La spettacolare strada a tornanti delle Gole del Dades


È proprio qui, nel cuore di questa valle incredibile, che abbiamo trascorso la prima notte del viaggio, in un riad davvero bellissimo: Riad Villa Dades. Un luogo tranquillo e accogliente, circondato da montagne e silenzi, perfetto per fermarsi dopo una giornata di viaggio e iniziare ad assaporare davvero il ritmo più autentico del Marocco.


Il Sahara e la notte nel deserto

Il secondo giorno di viaggio è stato uno di quelli che difficilmente si dimenticano. Lasciata alle spalle la Valle del Dades, la strada ha iniziato a serpeggiare tra canyon sempre più spettacolari fino ad arrivare alle Gole del Todra, una delle meraviglie naturali più impressionanti del Marocco. Le pareti di roccia si innalzano verticali ai lati della strada creando un passaggio stretto e scenografico, dove il contrasto tra la pietra rossa, il cielo azzurro e le piccole palme che spuntano dal fondovalle crea un paesaggio davvero unico.

Gole del Todra in Marocco con alte pareti rocciose e stretto canyon sotto il cielo azzurro

Le spettacolari Gole del Todra: un canyon imponente nel sud del Marocco dove le pareti di roccia si innalzano vertiginose creando uno dei paesaggi naturali più impressionanti del Paese


Proseguendo il viaggio abbiamo attraversato Tinghir, un’antica cittadina fortificata che conserva ancora oggi il fascino delle architetture berbere tradizionali. Da qui il panorama ha iniziato lentamente a trasformarsi ancora una volta: la vegetazione si dirada, la terra diventa sempre più arida e il colore delle montagne assume sfumature dorate e rossastre.

Fino a quando, nel pomeriggio, siamo arrivati alle porte del Sahara, a Merzouga. Qui il paesaggio cambia improvvisamente: l’asfalto finisce, la sabbia inizia a dominare tutto e all’orizzonte si alzano le dune dorate dell’Erg Chebbi, tra le più spettacolari di tutto il Marocco.

Ed è proprio qui che è iniziata una delle esperienze più emozionanti di tutto il viaggio.

Salire a dorso di cammello e iniziare ad attraversare lentamente le dune è qualcosa di difficile da spiegare a parole. Per circa un’ora e mezza abbiamo camminato nel deserto, mentre il sole scendeva piano sull’orizzonte e la sabbia cambiava colore a ogni minuto: dal dorato all’arancio, fino a diventare rosso intenso.

Intorno a noi solo silenzio, dune infinite e vento leggero e uno dei tramonti più spettacolari a cui abbia mai assistito.

Tramonto sulle dune del deserto del Sahara vicino Merzouga durante un viaggio in Marocco

Il sole che sparisce lentamente dietro le dune del Sahara vicino Merzouga, uno dei momenti più magici di un viaggio nel deserto del Marocco


Quando il sole è scomparso dietro le dune abbiamo raggiunto il campo tendato dove avremmo trascorso la notte: il Lecherif Luxury Camp, immerso completamente nel deserto.

La serata è stata semplicemente magica.

Abbiamo cenato sotto un cielo incredibilmente limpido, illuminato da una quantità di stelle che in città è impossibile vedere. Dopo cena ci siamo seduti attorno al fuoco mentre alcuni musicisti berberi suonavano e cantavano ritmi tradizionali del deserto. In quel momento, con il silenzio del Sahara tutto intorno e il cielo infinito sopra la testa, ho avuto davvero la sensazione di essere in uno di quei luoghi che restano dentro per sempre.

Uomo berbero sulle dune del deserto del Sahara sotto un cielo notturno pieno di stelle in Marocco

Un uomo berbero sulle dune del Sahara mentre osserva un cielo infinito di stelle: nel deserto del Marocco la notte diventa pura magia


Dormire nel deserto è un’esperienza che consiglio davvero a chiunque visiti il Marocco.

La mattina seguente la sveglia è suonata prestissimo, ma ne è valsa assolutamente la pena. Abbiamo camminato tra le dune per ammirare l’alba nel Sahara, quando la luce torna lentamente a colorare la sabbia e il deserto si risveglia nel silenzio.

E per rendere il momento ancora più memorabile, l’ultima traversata delle dune non è stata sui cammelli ma… in quad.

Veloci sulla sabbia, tra le dune illuminate dal sole del mattino.

Divertente, adrenalinico e incredibilmente scenografico.

Dune dorate del deserto del Sahara vicino Merzouga con cielo azzurro durante un viaggio in Marocco

Le dune dorate del Sahara illuminate dal sole: uno di quei paesaggi che ti fanno capire quanto il deserto del Marocco sappia essere immenso, silenzioso e indimenticabile


Verso Fès tra neve e foreste di cedri

Lasciato il deserto del Sahara, il viaggio è proseguito verso nord, e ancora una volta il Marocco ha dimostrato quanto sia incredibilmente vario e sorprendente. Nel giro di poche ore il paesaggio è cambiato completamente: dalle dune dorate di Merzouga ci siamo ritrovati a risalire le montagne del Medio Atlante, lungo strade che si arrampicano tra vallate sempre più verdi.

La cosa più incredibile? Vedere, ad un certo punto, la neve.

Le montagne del Medio Atlante coperte di neve: uno dei contrasti più sorprendenti del Marocco, dove nel giro di poche ore si passa dal deserto del Sahara ai paesaggi alpini


Solo poche ore prima camminavamo tra le dune del deserto, con il sole caldo sulla sabbia. E, poco dopo, eravamo lì, tra montagne innevate e boschi di cedri, in un paesaggio che sembrava appartenere a un altro Paese. È uno di quei momenti che ti fanno capire quanto il Marocco sia un territorio pieno di contrasti, capace di cambiare volto nel giro di pochi chilometri.

La strada si snoda tra tornanti e panorami sempre nuovi fino a raggiungere una delle tappe più curiose del percorso: la Azrou Cedar Forest, una grande foresta di cedri famosa per essere l’habitat delle scimmie di Barberia. Qui gli animali vivono completamente liberi tra gli alberi e avvicinarli è stata un’esperienza davvero divertente e inaspettata durante il viaggio.

Scimmie di Barberia nella Azrou Cedar Forest tra i cedri e la neve nelle montagne del Medio Atlante in Marocco

Scimmie di Barberia nella Azrou Cedar Forest: una delle soste più curiose lungo la strada tra il deserto e Fes, tra foreste di cedri e paesaggi innevati del Medio Atlante


Dopo questa sosta tra natura e montagne, il viaggio è proseguito lentamente verso la nostra destinazione finale. Nel tardo pomeriggio siamo finalmente arrivati a Fes, una delle città imperiali più affascinanti del Marocco, pronta ad accoglierci con la sua medina labirintica, i suoi profumi di spezie e la sua storia millenaria.


Fès: perdersi nella medina più autentica del Marocco

A Fès ho scelto di dormire nel Riad Diamant De Fes, un piccolo riad nel cuore della medina, a pochi minuti a piedi da Bab Boujloud, la celebre Porta Blu e uno degli ingressi più iconici della città, e dai principali souk e attrazioni.

Ed è proprio da qui che è iniziata la mia esplorazione.

Attraversare Bab Boujloud significa entrare in un altro mondo. Da un lato le sue maioliche blu che brillano alla luce, dall’altro l’inizio della medina di Fes el Bali, un dedalo di vicoli che sembra non avere fine.

Bab Boujloud la Porta Blu di Fes ingresso alla medina di Fes el Bali in Marocco

Bab Boujloud, la celebre Porta Blu di Fes: l’ingresso monumentale alla medina di Fes el Bali, uno dei centri storici più affascinanti e labirintici del Marocco


Fes è considerata la città più autentica del Marocco, e camminando tra le sue strade si capisce subito perché. La sua medina medievale è una delle più grandi e meglio conservate al mondo, un labirinto di stradine dove il tempo sembra essersi fermato. Qui non esistono auto, ma solo persone, carretti, botteghe artigiane e l’eco delle voci che rimbalza tra le mura antiche.

Passeggiare tra questi vicoli è un’esperienza intensa e affascinante allo stesso tempo: profumi di spezie, botteghe di artigiani, tessuti colorati, porte decorate e piccoli cortili nascosti che compaiono all’improvviso dietro ogni angolo.


Le concerie e altri luoghi imperdibili di Fes

Uno dei luoghi più iconici e affascinanti di Fes sono senza dubbio le concerie di Chaouwara, dove da secoli la pelle viene lavorata seguendo tecniche rimaste praticamente immutate nel tempo. È uno di quei posti che si sono visti mille volte in fotografia, ma che dal vivo riescono comunque a sorprendere.

Le concerie non sono visitabili direttamente dall’interno, ma esiste un modo molto semplice per ammirarle dall’alto: basta entrare in uno dei piccoli negozi di pelletteria che circondano la zona. I commercianti vi accompagneranno sulle loro terrazze panoramiche da cui si gode la vista completa sulle vasche di lavorazione, un mosaico di colori ocra, gialli e terracotta che racconta una tradizione artigianale antichissima.

Prima di salire, spesso vi verrà dato un rametto di menta, utile per attenuare l’odore delle vasche dove vengono trattate le pelli. Nel mio caso, essendoci stata a febbraio, le temperature erano piuttosto fresche e l’odore era quasi inesistente, rendendo la visita ancora più piacevole.

Una volta scesi, come è facile immaginare, cercheranno di convincervi a comprare qualche prodotto in pelle. Fa parte del gioco, ma se non siete interessati basta un “no grazie” gentile ma deciso e vi lasceranno tranquillamente andare.

Concerie di Chaouwara a Fes viste dall’alto con le vasche di lavorazione delle pelli nella medina

Le celebri concerie di Chaouwara a Fès viste da una terrazza della medina, dove da secoli si lavorano le pelli secondo tradizioni antichissime


Dopo aver visitato le concerie, ho continuato a esplorare la città scoprendo altri luoghi che meritano assolutamente una visita. Uno di questi è il Funduq al-Nejjartine, un antico caravanserraglio restaurato che un tempo ospitava i mercanti e i loro animali durante i lunghi viaggi commerciali. Oggi è diventato un piccolo museo dedicato all’artigianato del legno, ma il vero motivo per salire fin quassù è la terrazza panoramica, da cui si gode una splendida vista sui tetti della medina.

Cortile interno del Funduq al-Nejjartine a Fes con balconate in legno e antica bilancia del caravanserraglio

Il cortile del Funduq al-Nejjartine, antico caravanserraglio della medina di Fès dove un tempo sostavano i mercanti lungo le rotte commerciali del Marocco


Un altro luogo che colpisce molto è il Palazzo Reale di Fes, visitabile solo dall’esterno ma famoso per le sue monumentali porte dorate, decorate con mosaici e intagli tipici dell’architettura marocchina. Poco lontano si trovano anche i Giardini Jnan Sbil, un’oasi verde sorprendente dove alberi, fontane e sentieri ombreggiati offrono una pausa perfetta dal caos della medina.

Porte dorate del Palazzo Reale di Fes con mosaici e decorazioni tradizionali dell’architettura marocchina

Le monumentali porte dorate del Palazzo Reale di Fes, uno degli ingressi più scenografici del Marocco, decorate con mosaici e intagli tipici dell’arte marocchina


E poi c’è la parte che preferisco di ogni città: perdersi senza una meta precisa. Camminare tra i vicoli della medina di Fes el Bali, attraversare mercati, botteghe artigiane e stradine piene di vita, lasciando che siano i suoni, i profumi e la curiosità a guidare il percorso.

È proprio così che Fes si rivela davvero. Non con un itinerario perfetto, ma lasciandosi trasportare dal suo labirinto di storia, cultura e vita quotidiana.


Dove mangiare a Fes

Anche a Fes si mangia benissimo, e uno dei modi migliori per scoprire la città è proprio fermarsi in uno dei tanti ristorantini nascosti tra i vicoli della medina.

Uno dei posti che mi sento di consigliare è Tifinar, un locale davvero ottimo dove ho assaggiato per la prima volta polpette di carne di cammello, preparate secondo la tradizione marocchina. L’atmosfera è semplice ma autentica, uno di quei posti dove si capisce subito di essere nel posto giusto.

Se invece preferisci un ristorante un po’ più elegante dove sia possibile bere anche un bicchiere di vino o un drink, una buona opzione è The Ruined Garden, un ristorante molto suggestivo all’interno di un antico riad immerso nel verde. Qui si trovano sia piatti della tradizione marocchina sia alcune proposte più contemporanee.

In realtà a Fes non è difficile trovare posti dove mangiare bene: tra le stradine della medina si susseguono piccoli ristoranti locali, terrazze panoramiche e tante bancarelle di street food marocchino dove assaggiare specialità tipiche a prezzi molto accessibili.

Come spesso succede nei viaggi, alcune delle esperienze migliori arrivano proprio fermando lo sguardo su un posto che non avevi programmato e decidendo semplicemente di entrare.


Chefchaouen: la perla blu del Marocco

L’ultimo giorno del viaggio l’ho dedicato a una gita a Chefchaouen, conosciuta in tutto il mondo come la città blu del Marocco. Si trova tra le montagne del Rif, a circa tre ore e mezza di strada da Fes, ma è uno di quei luoghi che meritano assolutamente il viaggio.

Io ho scelto di visitarla prenotando un’escursione da Fes su GetYourGuide, una soluzione molto comoda perché permette di raggiungere la città senza pensieri. Una volta arrivati si hanno comunque circa sei ore di tempo libero per esplorare Chefchaouen in autonomia, e considerando che il centro storico è piuttosto compatto sono più che sufficienti per visitarla con calma e godersi l’atmosfera del posto.

Appena arrivati si capisce subito perché sia diventata così famosa. Chefchaouen è un labirinto di vicoli dipinti in tutte le sfumature del blu: dalle pareti delle case alle porte, dalle scale ai piccoli archi che collegano le stradine. Camminare qui è un’esperienza quasi irreale, come trovarsi dentro un dipinto.

Vicolo blu della medina di Chefchaouen con case dipinte nelle tonalità azzurre tipiche della città

Uno dei vicoli blu di Chefchaouen, la celebre “perla blu” del Marocco


L’origine di questo colore risale, secondo la tradizione più diffusa, al XV secolo, quando gli ebrei sefarditi si rifugiarono nella città dopo l’espulsione dalla Spagna. Il blu rappresenterebbe il cielo, la spiritualità e il ricordo di Dio, e ancora oggi continua a essere rinnovato dagli abitanti, che periodicamente ridipingono muri e strade.

La cosa più bella da fare a Chefchaouen è semplicemente perdersi tra le sue stradine. Ogni angolo sembra perfetto per una fotografia: porte decorate, vasi pieni di fiori, scalinate azzurre che salgono tra le case e piccoli passaggi che si aprono all’improvviso tra un vicolo e l’altro.

Negozio di arance nella medina di Chefchaouen con muri blu e ceste di arance fresche

L’iconico Orange Shop di Chefchaouen: il contrasto tra il blu intenso delle case e l’arancione delle arance lo rende uno tra gli angoli più fotografati della città


Nel cuore della medina si trova anche la Kasbah di Chefchaouen, l’antico castello fortificato costruito nel XV secolo, oggi visitabile. Dalle sue mura si può osservare la piazza principale e immaginare com’era la città nei secoli passati.

Un’altra cosa che ho amato molto di questo posto è la sua atmosfera incredibilmente rilassata. Tra le viuzze della medina si trovano piccoli ristoranti e caffè con terrazze panoramiche, dove sedersi a mangiare qualcosa o semplicemente bere un tè alla menta mentre si osserva la vita che scorre lentamente.

Gli abitanti sono spesso molto disponibili e non è raro fermarsi a scambiare due parole con qualcuno del posto, che magari vi racconta qualcosa della città o vi suggerisce un angolo nascosto da scoprire.

Chefchaouen è uno di quei luoghi che non colpiscono solo per la bellezza, ma per l’atmosfera che si respira. Un posto dove il tempo sembra rallentare e dove, tra vicoli blu, montagne e silenzi, si ha davvero la sensazione di trovarsi in un piccolo mondo a parte.

Stradina blu della medina di Chefchaouen con case dipinte di azzurro nel centro storico

Passeggiando tra le strade blu di Chefchaouen


Il Marocco: un viaggio che sorprende

Il Marocco è uno di quei Paesi che riescono a sorprenderti continuamente, quasi a ogni curva della strada. Nel giro di pochi giorni mi sono ritrovata a passare dalle dune del Sahara alle montagne innevate del Medio Atlante, dalle medine brulicanti di vita di Marrakech e Fes ai silenzi quasi irreali delle vallate attraversate durante il viaggio.

È un Paese incredibilmente vario, dove ogni luogo ha una propria identità. Marrakech è energia pura: colori, profumi, suoni, mercati affollati e piazze che si trasformano completamente al calare della sera. Fes, invece, ha un fascino più antico e autentico, con la sua medina labirintica che sembra custodire secoli di storia dietro ogni porta decorata.

Una cosa che mi ha colpito molto durante il viaggio è stata la gentilezza delle persone. In più occasioni mi è capitato di chiedere indicazioni o informazioni e ho sempre trovato qualcuno disposto ad aiutare con un sorriso. È anche un Paese che ho percepito come sicuro, soprattutto muovendosi con buon senso e rispetto per la cultura locale.

Proprio durante il mio viaggio è iniziato anche il Ramadan. Per chi visita il Paese non comporta particolari disagi: ristoranti e street food restano normalmente aperti. Personalmente ho preferito rispettare la cultura e la religione locale evitando di mangiare o fumare all’aperto durante il giorno, fino al tramonto.

Una curiosità che mi ha fatto sorridere fin dal primo momento è la presenza ovunque di gatti. Il Marocco ne è pieno: li si incontra nei souk, nelle piazze, tra le viuzze delle medine e persino vicino ai monumenti storici. E la cosa bella è che vengono rispettati e spesso accuditi dagli abitanti, proprio come accade a Istanbul, una città dove la convivenza tra persone e gatti fa parte della cultura quotidiana e che ho raccontato qui nell’articolo “Dove l’Europa incontra l’Asia: Istanbul tra moschee dorate, bazar e tramonti sul Bosforo“.

Donna che accarezza un gatto tra le strade blu di Chefchaouen nella medina del Marocco

Tra le strade blu di Chefchaouen, uno dei tanti gatti che popolano il Marocco: proprio come a Istanbul, qui convivono con le persone e fanno parte della vita quotidiana della città


Il Marocco è un Paese che riesce a mescolare storia, natura, cultura e tradizioni in modo unico. Un luogo dove puoi perderti tra i vicoli di una medina medievale al mattino e osservare il tramonto sulle dune del deserto poche ore dopo.

Prima di rientrare in Italia ho avuto anche uno scalo piuttosto lungo a Malaga, e ne ho approfittato per concedermi un piccolo momento di relax sulla spiaggia. Un aperitivo al Chiringuito Caleta, affacciato sulla Playa de la Malagueta, è stato il modo perfetto per chiudere il viaggio prima del ritorno a casa. Se vuoi scoprire di più su questa città meravigliosa puoi leggere il mio articolo “Malaga: 3 giorni tra mare, arte e sapori nel cuore del sud della Spagna“.

Se c’è una cosa che questo viaggio mi ha lasciato è la certezza che il Marocco è una destinazione capace di sorprendere davvero. Un Paese ospitale, intenso, ricco di paesaggi e culture diverse, dove ogni giornata regala qualcosa di nuovo.

Un viaggio che consiglio a chi ama scoprire mondi diversi dal proprio, lasciarsi stupire e tornare a casa con la sensazione di aver visto qualcosa di davvero speciale.

Donna tra le dune del deserto del Sahara al tramonto durante un viaggio in Marocco

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Durante il mio viaggio ho visitato alcuni dei luoghi più spettacolari del Paese. Se preferisci organizzare tutto prima della partenza oppure essere accompagnato da una guida durante i tour di Marrakech e Fès, qui trovi escursioni utili e simili a quelle che ho raccontato in questo articolo.

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5 pensieri riguardo “Marocco: cosa vedere tra deserto, medine e città blu: itinerario da Marrakech al Sahara fino a Fès e Chefchaouen

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  1. itinerario top…presentato in maniera al meglio del meglio!.complimenti Mica!!attendiamo il prossimo!!

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